Montedomini, Masi (M5S): «Il tema non è la legittimità degli affitti brevi, ma il futuro della missione di un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona»
3 Agosto 2026
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«L’audizione del Presidente di Montedomini in Commissione Controllo è stata utile per approfondire i fatti, ma conferma che il nodo politico resta ancora tutto aperto: quale deve essere oggi la missione di un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona?»
Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale di Firenze, Lorenzo Masi.
«Ho chiesto perché nei più recenti bandi gli aspetti progettuali e sociali parrebbe abbiano progressivamente lasciato spazio al solo criterio economico, se sia questa la direzione che un’ASP debba perseguire e come si risponda alle perplessità espresse da realtà del Terzo Settore che da anni operano nell’accoglienza e nell’inclusione delle persone più fragili. Ho inoltre domandato quali indirizzi siano stati ricevuti dagli enti di vigilanza rispetto a queste scelte.»
«Le risposte fornite meritano attenzione, ma non sciolgono il punto centrale. La questione non è stabilire se gli affitti brevi siano consentiti dalla legge. La vera domanda è se siano coerenti con la missione di un ente pubblico nato per perseguire finalità sociali. Un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona non può essere valutata soltanto sulla capacità di massimizzare le entrate del proprio patrimonio: deve essere valutata, prima di tutto, sulla capacità di produrre valore sociale.»
«Per questo ho posto una domanda semplice: se oggi Montedomini dovesse nascere da zero, sceglierebbe ancora di destinare parte del proprio patrimonio all’ospitalità turistica oppure investirebbe quelle risorse esclusivamente in progetti di carattere sociale? È una risposta che interessa non solo il Consiglio comunale, ma tutta la città, perché definisce quale idea abbiamo del ruolo del patrimonio pubblico.»
«Questa vicenda deve rappresentare un’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro delle ASP e sul rapporto tra sostenibilità economica e finalità sociali. L’equilibrio di bilancio è un obiettivo imprescindibile, ma non può trasformarsi nell’unico parametro con cui misurare il successo di un ente nato per rispondere ai bisogni delle persone più fragili. È questa la sfida che la politica ha il dovere di affrontare con coraggio e trasparenza.» (s.spa.)

