Montedomini, Gruppo Pd Palazzo Vecchio: “Patrimonio al servizio della città, stop agli affitti turistici e più case per famiglie, giovani, lavoratori e studenti”
4 Settembre 2026
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Descrizione
Il Gruppo Pd in Consiglio comunale ribadisce con chiarezza la propria posizione sul futuro di ASP Montedomini: “il patrimonio dell’ente deve essere valorizzato nel rispetto dell’equilibrio economico, ma mantenendo come bussola l’interesse pubblico e la sua storica funzione sociale. L’indirizzo è quello di escludere nuove concessioni o locazioni a fini turistico-ricettivi e utilizzare gli immobili per rispondere al fabbisogno abitativo della città, attraverso affitti residenziali duraturi, canone concordato, edilizia residenziale sociale, housing sociale e soluzioni per famiglie, giovani coppie, lavoratori e studenti.
La nostra proposta prevede una rapida revisione del Regolamento del patrimonio di Montedomini, il recupero degli alloggi oggi sfitti o inagibili anche attraverso le risorse BEI, e una maggiore integrazione con le politiche comunali per la casa e con la futura Agenzia per la Casa. Vogliamo inoltre rivalutare il piano delle alienazioni, privilegiando ogni volta che sia possibile la salvaguardia del patrimonio pubblico e la sua valorizzazione sociale, a partire dal complesso monumentale di Sant’Agnese.
Montedomini non è soltanto un patrimonio immobiliare: è una storica istituzione pubblica di cura e assistenza. Per questo chiediamo anche un percorso per l’internalizzazione del personale impegnato nei servizi assistenziali, la valorizzazione delle professionalità che ogni giorno si occupano di anziani e persone non autosufficienti e un confronto con la Regione Toscana per aggiornare la normativa sulle ASP e sviluppare nuovi servizi, anche nell’ambito della sanità di prossimità.
La direzione della maggioranza è dunque netta: preservare Montedomini, rafforzarne la funzione sociale e fare del suo patrimonio uno degli strumenti con cui Firenze affronta concretamente l’emergenza abitativa, senza svendite e senza destinazioni incompatibili con le politiche della città”. (s.spa.)

