Descrizione
«La vicenda della RSA Le Civette desta forte preoccupazione e crediamo che il Comune di Firenze non possa limitarsi a ricordare che la struttura è di proprietà dell’Azienda sanitaria e che quindi le decisioni spettano ad altri. Qui stiamo parlando di un presidio sociosanitario pubblico della nostra città e di un servizio essenziale per anziani e famiglie».
Lo dichiara Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Firenze, in merito alle preoccupazioni sulla possibile chiusura della RSA Le Civette di via di San Salvi. Aggiunge Masi:
«Oggi i familiari degli ospiti, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, hanno manifestato le loro preoccupazioni con un presidio che si è svolto prima davanti alla Regione Toscana e successivamente davanti a Palazzo Vecchio. Una mobilitazione che non può rimanere senza risposta e che dimostra quanto sia forte la richiesta di chiarezza sul futuro della struttura».
«I numeri rendono la situazione ancora più difficile da comprendere: a metà agosto risultavano 206 persone in lista d’attesa per un posto in RSA e nessun posto disponibile nelle 35 strutture accreditate della città. In questo contesto, anche soltanto ipotizzare la chiusura di una struttura pubblica appare in evidente contraddizione con i bisogni del territorio».
«Le Civette – prosegue Masi – rappresenta da 25 anni un punto di riferimento, anche per le famiglie con minori possibilità economiche. Ma c’è un altro dato che merita una spiegazione: nel 2001 la struttura disponeva di 60 posti, diventati 40 nel 2017 e appena 20 dall’ottobre 2023. Oggi gli ospiti sono 19. Prima ancora di parlare di chiusura, quindi, occorre spiegare perché negli anni si sia arrivati a questo progressivo ridimensionamento».
«Domani, 15 settembre, è previsto l’incontro tra ASL, Società della Salute, familiari, operatori e sindacati. Ci aspettiamo che sia finalmente fatta chiarezza. Ma chiediamo anche all’Amministrazione comunale di assumere una posizione politica precisa: Firenze ha bisogno di aumentare la capacità di risposta alle persone anziane non autosufficienti, non di perdere posti pubblici disponibili».
«La programmazione sociosanitaria non può avvenire attraverso un progressivo svuotamento delle strutture per poi arrivare, alla fine, a constatarne la possibile chiusura. Se esistono problemi strutturali, organizzativi o economici alle Civette, devono essere illustrati pubblicamente e devono essere valutate tutte le soluzioni necessarie per mantenere il servizio».
Conclude Masi: «Siamo al fianco delle famiglie che chiedono certezze sul futuro dei propri cari. Chiediamo che dall’incontro del 15 settembre escano risposte precise: Le Civette chiuderà oppure no? Perché i posti sono stati progressivamente ridotti? E soprattutto, quale piano esiste per garantire e possibilmente aumentare i posti RSA pubblici a Firenze, considerando le oltre 200 persone che oggi sono in attesa?». (fdr)

