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Mario Paciolla, sei anni dopo. Firenze vota per la verità all'unanimità

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Palagi (SPC): "Il Consiglio di Firenze prende una posizione chiara"
Data:

27 Maggio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 21 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Il 25 maggio 2026 il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2025/01201 su Mario Paciolla con 27 voti a favore, nessun contrario, nessuna astensione.

Mario Paciolla era un cooperante napoletano, osservatore dell'ONU in Colombia per la Missione di Verifica degli accordi di pace. Il 15 luglio 2020, a 33 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione di San Vicente del Caguán. La polizia colombiana ha archiviato immediatamente il caso come suicidio: la famiglia non ci ha mai creduto e negli anni successivi ha documentato anomalie legate alle impronte, all'ambiente domestico, ai fatti precedenti alla morte, alla gestione del corpo. Nel luglio 2020, a meno di tre settimane dai fatti, il Consiglio Comunale di Firenze votò all'unanimità una prima risoluzione, chiedendo al Governo italiano di attivarsi per fare luce. Lo stesso fece il Consiglio del Quartiere 1, con la deliberazione n. 17/2020.

Sei anni dopo, la situazione è peggiorata sul piano istituzionale: il 30 giugno 2025 la Procura di Roma ha concesso l'archiviazione del fascicolo aperto a carico di ignoti, nonostante la famiglia si fosse opposta per la seconda volta. I genitori Anna Motta e Pino Paciolla, assistiti dall'avvocatessa Alessandra Ballerini — che rappresenta anche le famiglie Regeni e Trentini — hanno depositato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo. È la strada che rimane quando le istituzioni nazionali si chiudono.

La risoluzione approvata il 25 maggio impegna il Comune a trasmettere l'atto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, al Ministro della Giustizia e al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Chiede al Governo italiano di esercitare pressione diplomatica sulla Colombia perché siano garantite indagini indipendenti e trasparenti, di sollecitare la piena cooperazione della Missione ONU e dello Stato colombiano, e di istituire in Parlamento una commissione d'inchiesta che faccia luce sul ruolo delle istituzioni italiane e internazionali. Non è retorica: è il minimo che uno Stato può fare quando un suo cittadino muore in servizio per l'ONU e la verità non è stata accertata". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

27/05/2026, 15:10

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