Malattie rare, la campagna di Uniamo a Firenze. Armentano: “Fondamentale fare squadra, sostenere la ricerca e investire sulla sensibilizzazione”
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6 Febbraio 2023
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“È necessario sostenere ricerca e formazione, investire sulla sensibilizzazione dei cittadini, lavorare per un servizio sempre più integrato perché non si tratta solo di rispondere a un bisogno sanitario ma anche a tutto ciò che comporta in termini di esigenze delle famiglie coinvolte e approvare presto a livello nazionale il piano sulle malattie rare”. Così Nicola Armentano, coordinatore conferenza della salute dell’area fiorentina, che è intervenuto oggi all’iniziativa di UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare che si è svolta a Careggi. È stata l’occasione anche per ribadire, come ha sottolineato Armentano, “l' importanza dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare e del Suo ruolo sociale nel prendersi cura di chi è affetto da queste patologie, attraverso lo sportello d' ascolto e nel fornire la cura grazie alla produzione e importazione dei farmaci carenti. Anche in questo periodo di carenza mondiale di farmaci e materie prime lo Stabilimento si sta adoperando nel fornire una pronta risposta al Paese in sinergia con le istituzioni locali e nazionali”.
“Non possiamo arretrare di un centimetro sulla cura delle malattie rare, sul supporto alla ricerca e alla produzione di farmaci orfani per riuscire a dare risposte puntuali e cogenti e sulla sensibilizzazione della cittadinanza a questa problematica. – continua Armentano - Per questo è doveroso sostenere la campagna dell’associazione Uniamo che sta percorrendo tutto il Paese per tenere accesi i riflettori sulle malattie rare. Serve una forte integrazione tra gli strumenti sociosanitari perché alla problematica sanitaria si associa spesso un problema di inclusione e partecipazione alla vita sociale, lavorativa, sportiva e un senso di isolamento delle famiglie coinvolte che non dobbiamo permettere. Dobbiamo continuare a promuovere iniziative di sensibilizzazione come quella dell’associazione Uniamo, portare il tema nelle scuole, tra i cittadini, ma anche investire su ricerca e formazione che sono il punto di partenza per combattere una battaglia seria sulle malattie rare. L’attenzione delle istituzioni è molto alta ma non possiamo abbassare la guardia ma proseguire la strada intrapresa”.
(sa. ca.)

