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Luca Milani (Capogruppo PD): “Commissione d’inchiesta sullo stadio Franchi. Non possiamo permetterci che uno strumento straordinario venga maldestramente utilizzato per rinviare decisioni che sono già state assunte”

Data:

16 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 32 secondi

Descrizione

“La richiesta di istituire una commissione di indagine sullo stadio Artemio Franchi viene presentata come un atto di trasparenza.

Ma dobbiamo dirlo con chiarezza: in questo caso rischia di essere soprattutto uno strumento politico, non uno strumento veramente utile.

Sul Franchi non siamo davanti a un vuoto di informazioni. Al contrario: esistono atti amministrativi pubblici, pareri tecnici, pronunciamenti delle soprintendenze, decisioni assunte dal Comune di Firenze alla luce di vincoli storici, norme urbanistiche e scadenze molto precise, comprese quelle legate ai finanziamenti pubblici.

Tutto questo è già noto, già accessibile, già discutibile nelle sedi istituzionali ordinarie: il Consiglio comunale, le commissioni consiliari permanenti.

Allora chiediamoci: che cosa dovrebbe davvero “indagare” questa commissione?

Quale è allora l’obiettivo di questa richiesta? Se il vero obiettivo è mettere in discussione scelte politiche, e allora esistono già gli strumenti politici e democratici per farlo.

Se invece l’obiettivo è rimettere in discussione atti legittimi, allora non siamo più nel campo della trasparenza, ma in quello della delegittimazione preventiva.

C’è un altro punto fondamentale: una commissione di indagine normalmente allunga i tempi, e sul Franchi il tempo non è una variabile neutra. Ritardare significa: aumentare i costi, mettere a rischio i finanziamenti, lasciare la città con uno stadio parzialmente inutilizzabile, e soprattutto scaricare l’incertezza su cittadini, tifosi e lavoratori.

Non possiamo permetterci che uno strumento straordinario venga maldestramente utilizzato per rinviare decisioni che sono già state assunte, né per trasformare un progetto complesso in un terreno di scontro permanente.

L’Art. 30 (Commissioni d’indagine) del nostro Regolamento, stabilisce che:

1. Il Consiglio comunale può deliberare a maggioranza delle e dei componenti la costituzione di Commissioni d’indagine per accertare la regolarità e correttezza di determinate attività amministrative comunali.

Quindi per verificare la correttezza degli atti, le commissioni di indagine servono quando ci sono fatti oscuri, omissioni gravi, sospetti fondati di irregolarità. Non quando si vuole riscrivere a posteriori una scelta che non si condivide.

Questo è il momento della responsabilità politica, chi governa ha il dovere di portare avanti le decisioni prese, assumendone oneri e rischi.

Per questo diciamo no a questa commissione.

Non perché temiamo la trasparenza, ma perché la trasparenza non si costruisce moltiplicando organismi, bensì rendendo chiari gli atti e assumendosi fino in fondo la responsabilità delle decisioni.

Firenze ha bisogno di chiarezza, sì.

Firenze ha bisogno di scelte, tempi certi e serietà istituzionale”. Queste le dichiarazioni del capogruppo PD Luca Milani. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

16/02/2026, 18:37

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