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“Il segno toscano”: manifesti, cultura e coscienza civile nella grafica pubblica tra gli anni ’60 e oggi

Dettagli

Dal 3 al 23 giugno gli spazi di Murate Idea Park ospitano la mostra dedicata alla grafica toscana e al ruolo che il manifesto ha avuto nel raccontare i cambiamenti culturali, sociali e politici del Paese. Presentata oggi a Palazzo Vecchio con l’assessore alla cultura Bettarini
Data:

29 Maggio 2026

Tempo di lettura:

15 minuti, 33 secondi

Descrizione

Dal 3 al 23 giugno gli spazi di Murate Idea Park ospitano la mostra dedicata alla straordinaria stagione della grafica toscana e al ruolo che il manifesto ha avuto nel raccontare i cambiamenti culturali, sociali e politici del Paese. Curata a partire da un’idea di Andrea Rauch, maestro del graphic design recentemente scomparso, l’esposizione raccoglie una selezione di opere provenienti dal MAGMA – Museo Archivio della Grafica e del Manifesto di Civitanova Marche. Un percorso che attraversa oltre cinquant’anni di comunicazione visiva pubblica: dai diritti civili alle campagne sociali, dalla partecipazione democratica alla cultura diffusa.

La mostra nasce dall'intuizione e da un’idea di Andrea Rauch, maestro del graphic design recentemente scomparso, tra i più autorevoli interpreti della relazione tra comunicazione visiva, trasformazioni sociali e grafica di pubblica utilità. Attraverso una selezione di manifesti provenienti dalla collezione del MAGMA – Museo Archivio della Grafica e del Manifesto di Civitanova Marche – il percorso racconta l'evoluzione di un linguaggio che ha saputo andare oltre la funzione pubblicitaria per diventare strumento di partecipazione, educazione civica e costruzione dell'immaginario collettivo.

I manifesti esposti documentano decenni cruciali della storia toscana e italiana: dalla ricostruzione del dopoguerra alle battaglie per i diritti civili, dalla nascita delle istituzioni regionali alle campagne sociali e culturali che hanno segnato la vita delle comunità. Attraverso il lavoro di alcuni protagonisti della grafica italiana, emerge il racconto di una Toscana che ha saputo fare della comunicazione uno strumento di crescita civile e culturale. 

L'esposizione è un omaggio alla figure di Andrea Rauch e di Roberto Nistri, storico editore di Controradio, appassionato collezionista e sostenitore della cultura visiva come forma di partecipazione e innovazione sociale. 

L'inaugurazione della mostra è mercoledì 3 giugno alle ore 18.00. Durante il periodo espositivo il pubblico avrà inoltre l'opportunità di approfondire i temi in mostra, attraverso due talk dedicati alla comunicazione visiva contemporanea che si terranno presso la Sala Ketty La Rocca al MAD - Murate Art District: martedì 16 giugno alle 17.30 “La grafica di pubblica utilità tra spirito del tempo, mutazioni sociali e segno toscano” e martedì 23 giugno, stessa ora, con il finissage della mostra, “Cos’è un manifesto nel secolo digitale? Casi del contemporaneo e visioni virtuose del futuro”. I talk vedranno la partecipazione di professionisti, studiosi e protagonisti del mondo della grafica e della comunicazione, con l'obiettivo di mettere in dialogo l'eredità culturale della grafica toscana con le sfide e le opportunità del presente.

Una copia gratuita del catalogo della mostra, Cartacanta Edizioni, sarà fornita alle Biblioteche dei 5 quartieri di Firenze per ampliare e rendere permanente la divulgazione.

L’iniziativa è promossa ed organizzata dall’associazione Cartacanta APS e Controradio, in collaborazione con Museo MAGMA di Civitanova Marche, Arci Firenze e MAD Murate Art District. La mostra è realizzata grazie al contributo del Comune di Firenze nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 e gode del patrocinio dell’AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva.

Informazioni:

Mostra: Pensare e comunicare: Il Segno Toscano
Sede: Murate Idea Park - via Madonna della Neve, 8 - Firenze
Periodo: 3 – 23 giugno 2026
Inaugurazione: 3 giugno, ore 18.00
Aperta dal lunedì al venerdì con orario 9:00-19.30 - ingresso libero

 

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Interventi dal catalogo della mostra:

Giovanni Bettarini_Assessore alla cultura del Comune di Firenze:

 

“Pensare e comunicare: il segno toscano” racconta una storia che appartiene

profondamente a Firenze e alla Toscana: quella di una grafica capace non solo di

promuovere eventi e iniziative culturali, ma di interpretare il tempo, i cambiamenti

sociali, i bisogni delle persone. Una grafica che, nel corso di decenni, ha contribuito a

costruire identità collettive, partecipazione e consapevolezza civile.

I manifesti raccolti in questa mostra rappresentano una stagione creativa e sono

testimonianze vive di una cultura visiva che ha saputo parlare a pubblici diversi con

immediatezza, intelligenza e sensibilità, trasformando il linguaggio grafico in uno

strumento di pubblica utilità. Attraverso segni, colori e immagini, questi lavori hanno

accompagnato la crescita culturale della nostra comunità, sostenendo il teatro, la

musica, la danza, le campagne sociali e ambientali, fino a diventare parte integrante del

paesaggio urbano e della memoria collettiva.

Tra le campagne presenti in mostra emergono anche alcune significative esperienze

promosse dal Comune di Firenze, che testimoniano il ruolo della comunicazione pubblica

nella costruzione di una coscienza civica condivisa: dall’introduzione dei Consigli di

Quartiere nel 1976, espressione di una nuova idea di partecipazione democratica, alla

campagna “Occhio Ragazzi” del 1987, realizzata per sensibilizzare la cittadinanza durante

gli anni segnati dalla paura del cosiddetto Mostro di Firenze. Sono inoltre esposte le

campagne contro la droga del 1989 e del 1992, rese particolarmente incisive dall’utilizzo

dell’immagine di Dylan Dog, figura iconica capace di parlare direttamente alle giovani

generazioni attraverso un linguaggio visivo immediato e contemporaneo.

Il progetto promosso da Cartacanta APS, con il contributo del MAGMA e la

collaborazione di realtà fondamentali come Controradio e ARCI Firenze, valorizza un

patrimonio materiale e immateriale di straordinaria importanza, restituendo centralità ai

professionisti che hanno saputo interpretare lo spirito del nostro territorio attraverso la

comunicazione visiva.

Questa esposizione ci invita anche a riflettere sul presente e sul futuro della grafica

sociale, oggi sempre più chiamata a confrontarsi con le sfide della contemporaneità e

delle nuove forme di comunicazione. Firenze continua così a riconoscere nella cultura

un motore di crescita, inclusione e dialogo, capace di abitare gli spazi pubblici e di creare

nuove connessioni tra cittadini, linguaggi e generazioni.

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Marco Imponente - Direttore Generale Controradio

Leonardo Lascialfari - Presidente Associazione Culturale Controradio Club:

 

Controradio ha compiuto 50 anni e, dalla sua nascita in poi, ha sempre più frequentemente saltato il confine delle onde sonore in cui si esercita tipicamente il linguaggio radiofonico per aprirsi a forme espressive differenti, capaci di intrecciare informazione, cultura e ricerca visiva.

 

Con la svolta crossmediale degli ultimi anni, l’elemento visivo è diventato parte integrante del lavoro quotidiano di Controradio. Oggi è una vera media company che utilizza radio, piattaforme digitali, social e linguaggi audiovisivi, facendo della comunicazione visiva in movimento e della grafica digitale, strumenti centrali della propria attività.

In questo percorso, la comunicazione sociale e di pubblica utilità ha assunto progressivamente un ruolo fondamentale. Le numerose campagne realizzate per enti pubblici e soggetti privati della Toscana raccontano infatti una lunga esperienza in cui la radio non è stata soltanto un veicolo promozionale, ma anche uno strumento di partecipazione civile, consapevolezza e costruzione di immaginario collettivo.

Da qui nasce la mostra: non come un episodio separato, ma come naturale prosecuzione di un cammino che Controradio porta avanti dal 1976, attraversando i territori della comunicazione grafica, della cultura visiva e dell’impegno pubblico.

La mostra è dedicata ad Andrea Rauch e a Roberto Nistri. Il secondo è stato lo storico presidente e anima creativa di Controradio, figura centrale nella storia dell’emittente. La sua passione per la comunicazione visiva, unita a una curiosità autentica e trasversale è stata una delle ragioni che ci hanno spinto a realizzare questa esposizione. Insieme ad amici e compagni di percorso di ieri e di oggi è una soddisfazione poter dire: è una mostra che sarebbe piaciuta a Roberto.

 

Le campagne di pubblica utilità qui raccolte nascono dal lavoro di grafici toscani che in stagioni diverse della nostra storia recente hanno saputo coniugare creatività, rigore progettuale e responsabilità civile. “Pensare e comunicare” significa anche questo: lasciare un segno capace di parlare al presente e, allo stesso tempo, di attraversare il tempo. E’ quello che da 50 anni prova a fare Controradio ed è la ragione per cui siamo qui.

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Enrico Lattanzi - Direttore Museo Magma

Sara P. Maggi:

 

La comunicazione visiva è davvero il fulcro di gran parte dell’immaginario

collettivo moderno. Il linguaggio grafico non solo amplifica, ma spesso definisce significati e sfumature della coscienza collettiva.

In questo scenario, i graphic designer contemporanei sono andati oltre. Con una spinta potente hanno sostenuto il superamento dei confini caratteristici della propaganda tradizionale, facendosi parte delle trasformazioni sociali, culturali e politiche che hanno segnato la seconda metà del secolo scorso.

Firenze, la Toscana e i suoi talentuosi grafici sono protagonisti di questo gesto innovativo,

lasciando nei decenni un’eredità ricchissima che a pieno titolo è parte di un patrimonio

nazionale sia sul piano sia della comunicazione che della educazione culturale.

Alle origini di questa mostra, organizzata selezionando i manifesti dalla collezione del

MAGMA Museo Archivio della Grafica e del Manifesto di Civitanova Marche, c’è l’intuizione

e la curatela di Andrea Rauch, maestro del graphic design da poco scomparso, tra i primi

promotori di una significativa riflessione critica sui temi della relazione tra la comunicazione

visiva, i mutamenti sociali e i vari contesti comunicativi sviluppati dagli enti pubblici.

Questa esposizione di manifesti, dedicata alla comunicazione grafica degli anni '70

in Toscana, è stata promossa da Controradio e Cartacanta APS, in collaborazione con

ARCI Firenze, per rendere omaggio alla figura dell’editore di Controradio, Roberto Nistri,

scomparso nel 2023. Sono presenti in mostra anche alcune opere provenienti dalla sua

collezione privata.

Nistri è stato testimone e sostenitore dell’esplosione creativa e artistica degli anni ’70 e

’80, un estimatore entusiasta di quella produzione grafica che, partendo dalle espressioni

più spontanee dei movimenti socioculturali e collettivi, ha portato ad un cambiamento

radicale della comunicazione pubblica, con la nascita di quella che è stata poi riconosciuta

come grafica di pubblica utilità.

Durante il periodo della mostra, per esplorare la forza generativa di questi temi si

terranno incontri con figure di spicco del mondo del graphic design e della comunicazione

visiva... per una visione di oggi che liberi il passaggio al futuro.

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Marzia Frediani - Presidente ARCI Firenze:

 

Il Segno Toscano è un titolo perfettamente aderente alla produzione grafica

nella nostra regione fatta nei decenni da professionisti che ne hanno attraversato

insieme, dialetticamente, gli ambienti culturali e sociali ma è anche un titolo

perfettamente aderente al contesto, appunto tipicamente toscano, della rete di circoli,

case del popolo e società di mutuo soccorso ARCI che solo in Toscana ha raggiunto quel

grado di diffusione che ancora oggi possiamo apprezzare.

Nel corso dei decenni questi luoghi preziosi di diffusione culturale, ricreativa e di

dibattito politico sono state le case principali dei manifesti che ritroviamo nelle pagine di

questo catalogo.

Incontri politici, dibattiti, riflessioni sull’attualità politica e sociale del Paese,

l’impegno per difendere la carta costituzionale e vederne applicati i principi fondamentali,

la lotta ad ogni stigma: temi politici e sociali che ritroviamo nella produzioni grafica

suggestionata dall’attualità e capace di alimentare, a sua volta, il dibattito e il confronto

fungendo da stimolo comprensivo e immediato, parlando a tutte e tutti.

Strumento dunque a sua volta di emancipazione individuale e collettiva, questa

raccolta preziosa ci ricorda quanto il progredire più profondo e sedimentato delle istanze

politiche e sociali passi anche dal confronto quotidiano tra le persone supportato dalla

creatività e immediatezza del prodotto grafico.

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Rosalind Keith

Lisa June Nistri:

 

Roberto Nistri era un uomo di molti interessi. Oltre al suo lavoro di editore a Controradio,

amava la politica, la musica, il cinema, la moda, i viaggi, la cucina, l’orto, la Fiorentina e negli ultimi anni, perfino le gare in Panda 4x4.

Quando ci siamo chiesti in quale dei tanti modi che lo appassionavano fosse più giusto ricordarlo, un suo caro amico, Sandro Coragli, ha suggerito la sua passione per la grafica. Per un uomo così curioso, sempre attratto dal rinnovamento e dalla rottura degli schemi, il manifesto rappresentava infatti un linguaggio capace di unire immediatezza communìcativa, forza ideologica e spirito del proprio tempo.

All’interno della mostra ideata da Andrea Rauch, sono esposti anche due arazzi della sua collezione privata, dedicati alla propaganda politica Maoista del 1959 è la celebrazione della Rivoluzione Culturale degli anni Settanta.

Roberto li amava particolarmente per la loro dimensione “fuori misura”, per la bellezza dell’oggetto

in sé: il disegno in rilievo che emerge sul fondo colore écru racconta, ancora oggi, la forza visiva e simbolica di un’epoca.

Questa mostra è dedicata a lui, alla sua curiosità inesauribile e al suo sguardo sempre aperto sul mondo.

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Introduzione di Andrea Rauch:

Nel presentare una rassegna di manifesti sotto il titolo “Il segno toscano” vien subito da chiedersi se un “segno toscano” esista e, se sì, in cosa consista, perché gli autori che

si ricordano in queste pagine appartengono a epoche diverse, a modalità e ispirazioni differenti e solo in qualche occasione hanno avuto modo di intrecciare le loro storie.

Il periodo storico preso in considerazione appare già di per sé intrigante. È il momento in cui si è esaurita la lezione storica del livornese Leonetto Cappiello, che è morto nel 1942, e si sta allontanando anche l’influenza dell’altro grande affichiste toscano, Lucio Venna, ancora attivo, fino alla morte nel 1974, ma che ha ormai già prodotto tutte le sue opere più importanti. Ma è anche il momento, in Italia e quindi anche a Firenze e in Toscana, in cui la professione grafica si afferma pienamente e tende a rivolgersi non più e non solo alle modalità pubblicitarie o alla propaganda politica ed elettorale, ma alle esigenze e ai bisogni particolari dei cittadini e apre la strada a quella che, dagli anni ‘80, verrà chiamata “grafica di pubblica utilità”, un sistema complessivo, cioè, che cercherà di organizzare in maniera più avanzata la vita collettiva e la comunicazione culturale e sociale.

Il “segno toscano” si colloca quindi nel contesto in cui opera e ne traccia la storia e le storie. storia delle vicende politiche e dei consumi culturali, dei grandi fatti sociali e dei piccoli eventi particolari. Sempre comunque nel “contesto” da cui difficilmente, per dire mai, si discosta.

Si legge in filigrana, osservando le immagini, la vicenda del paese e della regione, 

i momenti di crescita e di sviluppo, ma anche i ripiegamenti e i riflussi. Gli autori presentati (Leonardo Mattioli, Andrea Miola, Mario Lovergine e poi tutti gli altri) occupano nella vicenda collettiva e plurale un posto centrale. Possono dirsi, se non lo zeitgest, la coscienza del tempo, almeno la cartina di tornasole con cui leggere gli anni e i tempi trascorsi.

Ecco che quindi scorrono con queste immagini il ruolo delle comunità e delle istituzioni,

i temi dell’economia e del lavoro, ma poi anche della cultura e del tempo libero, il nascere e affermarsi del ruolo centrale, su questi temi, dell’istituzione regionale. Si parla anche degli inizi, dalla liberazione al boom economico, e poi del nuovo ruolo dei giovani e delle donne, della battaglia per il referendum sul divorzio, dell’orrore dopo la bomba alla galleria degli Uffizi, della lotta contro le tossicodipendenze e per la liberazione dall’AIDS. Tutti i temi, cioè, che riguardano la gente e che sono stati al primo posto nell’agenda “virtuosa” della comunicazione toscana.

Galleria di immagini

Ultimo aggiornamento:

29/05/2026, 15:50

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