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Ex Ospedale Militare San Gallo, SPC: "La deroga c'era, ma nessuno ha avvisato la residenza"

Dettagli

"Ogni volta che chiediamo chi risponde alla cittadinanza del rione di San Gallo, la risposta punta altrove"
Data:

25 Maggio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 13 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

"Oggi in Consiglio Comunale abbiamo presentato il question time sui lavori notturni al cantiere dell'ex Ospedale Militare San Gallo, con operai in attività fino alle 4.30 tra via Cavour e via San Gallo nella notte tra il 20 e il 21 maggio, residenza svegliata dal clangore metallico, nessuno che avesse avvisato il vicinato. Abbiamo ricevuto una risposta, che proviamo ad analizzare

Sul piano acustico si è fatto riferimento alla deroga ai limiti notturni legata a una determinazione generale (DD/2025/02503 dell'8 aprile 2025, valida fino al 2027 con parere ASL favorevole) e di una specifica per i lavori di ponteggio (DD/2026/02857 del 16 aprile 2026, rettificata il 28 aprile per le date 19–21 maggio). Prendiamo atto di questo chiarimento, ma una deroga acustica autorizza il superamento dei limiti di rumore: non sostituisce l'obbligo elementare di avvisare chi ci vive accanto. Su questo — la mancata comunicazione preventiva alla residenza da parte di qualsiasi soggetto, pubblico o privato — la risposta tace completamente, non una parola.

Alla domanda se i lavori notturni si ripeteranno, la risposta è che «ad oggi non siamo a conoscenza di altre date in cui saranno necessari lavori notturni». Nessuna procedura futura, nessun impegno, nessun protocollo, ma neanche nessuna garanzia: se e quando ricapiterà, le persone che vivono lì dovranno scoprirlo svegliandosi di soprassalto.

La risposta più rivelatrice riguarda però il referente istituzionale. Avevamo chiesto chi nell'amministrazione pubblica sia univocamente responsabile del monitoraggio del cantiere e della comunicazione verso i residenti e il Consiglio. La risposta individua il direttore dei lavori come soggetto responsabile, citando per intero l'art. 29 del DPR 380/2001. Il direttore dei lavori è la figura privata incaricata dal committente, responsabile della conformità tecnica verso il permesso edilizio, non è un funzionario pubblico. Non risponde alla Città in termini politici, neanche al Consiglio Comunale o di Quartiere. Individuare il responsabile del cantiere privato come risposta alla domanda su chi tutela la cittadinanza è uno scarico di responsabilità istituzionale, non una risposta: per noi il tema non era di diritto, ma sociale.

Sulla Commissione Consiliare 3 (Territorio) e sulla seduta aperta del Consiglio di Quartiere 1, oggi rimane tutto fermo alla risposta dello scorso 22 maggio — "qualora il presidente lo ritenesse necessario". 

Il quadro complessivo è quello di un'Amministrazione che risponde ai quesiti tecnici quando non può più sottrarsi, ma che non sente di voler affrontare il rapporto con la residenza e le opposizioni sul piano politico. Continuiamo a schierarci dalla parte di chi nei quartieri ci vive e continuiamo a chiedere chi, in questo Comune, si vuole assumere la responsabilità pubblica di quanto avviene e delle scelte fatte (ricordando che siamo stati l'unico gruppo a votare contro questo progetto dal primo atto passato da Palazzo Vecchio)". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

25/05/2026, 15:25

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