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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Le Rose, sostegno alla petizione: chiediamo la risposta alle nostra interrogazione”

Dettagli

“Il Comune di Firenze non è uno spettatore: quel protocollo lo approvò la sua Giunta”
Data:

11 Settembre 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 10 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“Da alcune ore circola una petizione, «Salviamo Le Rose», promossa dalla Cooperativa sociale Le Rose, dall'Associazione Le Rose e dal Comitato dei genitori. Mentre scriviamo ha già superato le 1.700 firme: riguarda il centro diurno per persone con disabilità che per oltre trent'anni ha vissuto in via Quintole all’Impruneta, e che nel mese di settembre deve trasferire le attività a Casalta, nel Comune di San Casciano in Val di Pesa. Invitiamo a firmarla (https://www.change.org/p/salviamo-le-rose), e spieghiamo perché riguarda anche Firenze.

Le richieste sono tre: una transizione graduale dalla sede storica a quella nuova, un uso transitorio degli spazi di via Quintole perché non restino abbandonati, e l’avvio di un tavolo di co-progettazione con la proprietà e le istituzioni per dare al complesso nuove funzioni socio-sanitarie. La proprietà è l’Azienda USL Toscana Centro, cioè un ente pubblico. Secondo quanto riportano i promotori, la sua risposta è stata che, appena il centro sarà trasferito, «metterà i sigilli agli spazi», pur ammettendo di non avere progetti su quei luoghi.

Il punto è che nessuna di queste richieste può essere considerata nuova dal sistema politico. Sono scritte, quasi con le stesse parole, nel protocollo d'intesa che la Giunta comunale di Firenze ha approvato con la delibera 541 del 23 novembre 2021, dando mandato di sottoscriverlo all'allora assessora all’Educazione e al Welfare, oggi Sindaca. Lo schema era stato predisposto da dieci soggetti: la cooperativa, Pax Christi, tre Società della Salute, l'Azienda USL e i Comuni di Firenze, Impruneta, San Casciano e Fiesole. L’edificio principale era stato dichiarato inagibile e il 28 giugno 2021 la cooperativa ne aveva riconsegnato le chiavi all’Azienda perché fosse messo a norma. Nel testo l'Azienda si impegnava a lasciare alla cooperativa, nell'attesa, la Tinaia e gli spazi esterni, e a partecipare al tavolo sui lavori. Sull'immobile scriveva che, una volta ristrutturato, «tornerà a disposizione del percorso socio educativo» e «non sarà alienato».

Per quanto riferisce la cooperativa, l’Azienda USL quel protocollo non l'ha mai firmato, unica fra le parti, e il tavolo non è mai partito. A giugno la cooperativa ha spiegato di aver accettato il trasferimento a Casalta come alternativa alla revoca del servizio da parte della Società della Salute. Anche Firenze, però, nel 2021 si era presa un impegno preciso: «assicurare la prosecuzione della frequenza, pur nelle mutate condizioni, degli utenti presso i locali della Cooperativa Le Rose». Non era cortesia istituzionale: la stessa delibera ricorda che i servizi sociali fiorentini si sono appoggiati per anni a Le Rose, e che quattro delle persone che lo frequentavano nel 2021 erano in carico ai servizi sociosanitari della città.

Il 4 giugno abbiamo depositato un’interrogazione, per sapere cosa abbia fatto l’Amministrazione in questi anni per ottenere quella firma, quale posizione abbia tenuto nella Società della Salute quando alla cooperativa è stato posto l’aut aut fra trasferimento e revoca, e se intenda sostenere la riapertura del tavolo. Il Regolamento del Consiglio dà trenta giorni per rispondere. Ne sono passati novantanove. Pensiamo sia importante che ci sia un riscontro.

C’è poi un aspetto che dipende principalmente da Palazzo Vecchio. Dal 2007 Le Rose utilizza due stanze in un immobile comunale di via della Chiesa 49, dove svolge laboratori per persone con disabilità. La convenzione con i Servizi sociali che regola quei laboratori è stata rinnovata con la determina 9960 del 19 dicembre 2022, fino al 31 dicembre 2024. Su questo si devono dare garanzie.

Non chiediamo al Comune di Firenze di decidere al posto dell’Azienda USL o del Comune dell’Impruneta, ma che faccia la sua parte in un impegno che ha approvato, usando tutto il peso politico di Palazzo Vecchio, a tutela delle persone, del servizio e dello spazio”.  (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

11/09/2026, 16:13

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