Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “IMU e Toscana Aeroporti: dopo il caso Pisa, i dati di Firenze”
Dettagli
30 Maggio 2026
6 minuti, 35 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune:
“La risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti al Comune di Firenze relativa a Toscana Aeroporti S.p.A. contiene un numero che vale da solo una storia: il Comune di Firenze incassa da questa società 15.964 euro l'anno di IMU sugli immobili in concessione all'aeroporto di Peretola.
La stessa società ha chiuso il 2025 con 16,1 milioni di euro di utile netto e ha distribuito 7 milioni di dividendi — una quota prevalente dei quali è andata alla multinazionale argentina Corporación América Italia, che controlla il 62,28% del capitale. Quindicimila euro di IMU, a fronte di sedici milioni di utile. Non è una svista: è la conseguenza di anni in cui una parte consistente degli immobili aeroportuali è rimasta classificata in categoria catastale E — esenzione IMU per legge — senza che nessuno verificasse la correttezza di quella classificazione.
Va detto, a margine, che questa risposta è arrivata tramite accesso agli atti al Comune: quando proviamo a ottenere documentazione direttamente da Toscana Aeroporti, il diniego è la risposta ordinaria, perché è una tipologia di società esentata dal controllo delle assemblee elettive. In sette anni, l’Amministratore Delegato non si è mai presentato in Commissione di Controllo a Palazzo Vecchio nonostante i ripetuti inviti, pur dichiarando alla stampa la propria disponibilità al confronto istituzionale. Non è una novità: un parere del Segretario Generale del Comune del 17 novembre 2022 ha già stabilito che la Commissione di Controllo non può convocare formalmente gli amministratori di Toscana Aeroporti, perché con l’1,3968% il Comune non designa nessun amministratore nella società: una conseguenza precisa del centrosinistra che ha scelto di privatizzare la gestione degli scali.
La Corte di Cassazione ha stabilito, con le sentenze n. 23678/2020 e n. 29225/2024, che il concessionario del demanio aeronautico è il soggetto tenuto al pagamento dell’IMU: anche se il suolo è proprietà dello Stato, chi gestisce l’aeroporto in concessione ha un possesso qualificato che la legge fiscale assimila alla proprietà. Eppure il Comune di Firenze, a distanza di sei anni dalla prima sentenza, non risulta aver emesso nessun atto formale di accertamento nei confronti di Toscana Aeroporti per l'aeroporto di Peretola. Ha aperto un’istruttoria interna — lo ha ammesso in aula il 18 maggio 2026, in risposta alla nostra domanda di attualità (DPC 00843/2026) — e ci ha comunicato per iscritto che è in corso una verifica su una “rettifica di rendita” rilevata dagli uffici su alcuni immobili. Ma niente accertamenti formali.
Il Comune di Pisa non ha aspettato. Ha formalizzato accertamenti per 2,2 milioni di euro relativi agli anni 2013-2025: 1,6 milioni già notificati per il periodo 2013-2020, altri 540mila euro in corso di notifica per il 2021-2025. La Corte di Giustizia Tributaria ha sostanzialmente rigettato le contestazioni della società in primo grado; Toscana Aeroporti ha presentato appello. Va detto come ci si è arrivati: decisivo è stato il ruolo del gruppo di opposizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in Comune - Rifondazione Comunista), con Ciccio Auletta e Giulia Contini, che insieme a tutta la loro coalizione hanno presentato un’interrogazione a SEPI — la società di riscossione del Comune di Pisa — facendo emergere i dati. Il comunicato del gruppo è esplicito: «Un fatto fino ad oggi taciuto da questo Comune e che è emerso solo grazie ai nostri atti ispettivi». Anche a Pisa il rappresentante del Comune nel CdA di Toscana Aeroporti si è rifiutato di presentarsi alla Commissione di Controllo. E anche a Pisa, Fratelli d’Italia ha votato contro l’ordine del giorno che stigmatizzava la condotta della società. La questione è poi arrivata in Regione Toscana il 28 maggio, quando l’assessore Boni ha risposto a un'interrogazione del consigliere regionale Diego Petrucci (FdI) — lo stesso partito che governa Pisa e ha votato contro l'atto di Auletta e Contini — dichiarando che la Regione «non era a diretta conoscenza dell'entità del debito della società verso il Comune di Pisa, avendo appreso del contenzioso a mezzo stampa». La Regione è socia, partecipa ai CdA, riceve rendiconti finanziari. Ha saputo del debito fiscale della sua partecipata dai giornali.
C’è anche una scadenza concreta. Gli accertamenti IMU devono essere notificati entro cinque anni dall'anno d’imposta. Per il 2021, la finestra si chiude il 31 dicembre 2026. Se il Comune non formalizza nulla entro quella data, il 2021 è definitivamente perso. Per gli anni precedenti, la prescrizione potrebbe essere già maturata. Con la nostra interrogazione depositata oggi chiediamo: quando si conclude l’istruttoria? Sono stati adottati atti interruttivi della prescrizione? Il Comune ha consultato Pisa sulla strategia di accertamento?
C’è poi il conflitto di interesse che nessuno vuole nominare. Il Comune di Firenze è contemporaneamente soggetto attivo IMU nei confronti di Toscana Aeroporti e azionista della stessa società. Incassa dividendi ogni anno — esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 accertati con regolari determine dirigenziali — e deve decidere se e quando emettere accertamenti fiscali che ridurrebbero l'utile distribuibile e quindi i dividendi futuri. Non è uno scenario astratto: è la struttura concreta dentro cui l’istruttoria si svolge. Abbiamo chiesto alla Giunta se abbia valutato questo conflitto e quali misure intenda adottare per garantire che la posizione societaria non influenzi l’esercizio delle funzioni tributarie.
Con l’interrogazione depositata oggi chiediamo alla Giunta di rispondere su cinque punti: la stima dell'IMU dovuta dalla rettifica di rendita; i tempi per evitare la prescrizione del 2021; il coordinamento con Pisa; la gestione del conflitto di interesse; l'intenzione di formalizzare accertamenti cautelativi per tutte le annualità non ancora prescritte. Una società che fa 16 milioni di utile può e deve pagare le tasse al Comune dove opera. Il Comune non può continuare a discutere dividendi in un consiglio di amministrazione e non sapere se quell’azienda paga l’IMU dovuta”. (s.spa.)

