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Del Re (Firenze Democratica): “Ex Centrale Fiat a Novoli, confermato il suo cambio di pelle: da Urban centre della città a spazio culturale e divertimento per giovani”

Data:

2 Marzo 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 54 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:

“Un luogo iconico di Firenze, ovvero uno degli ultimi esempi di archeologia industriale della città con la terrazza pubblica più alta di Firenze: i requisiti per essere l’Urban centre della città ce li aveva tutti, tanto che da decenni era stato quello il luogo individuato per ospitare una funzione così importante, di cui anche la nostra città ha fortemente bisogno per seguire le trasformazioni urbane, mediante l’attivazione di percorsi di partecipazione con la cittadinanza, insieme anche ad altri attori istituzionali cittadini. 

Con quello spirito erano partiti i lavori nel 2019, terminati poi nel 2024 e da poco collaudati, ma oggi, in riposta ad un nostro question time, abbiamo appreso che ciò che la sindaca aveva annunciato a mezzo stampa - ovvero un centro culturale sul modello del FAC all’Havana ed un centro di divertimento per giovani - sarà il futuro di quello spazio. 

Si tratta di funzioni importanti, ma non può non dispiacerci che, quando si era finalmente ad un passo dal compiere quella visione - anche se manca ancora la parte “software”, ovvero quella organizzativa, finita nel dimenticatoio nello scorso mandato - si sia cambiato poi piani. 

Non abbiamo compreso a pieno le ragioni di questa virata estemporanea, non è stato spiegato e non è rinvenibile niente al riguardo nel Documento unico di programmazione.
Eravamo tornati a sperare che in tale luogo potesse essere insediato l’Urban centre quando, in commissione urbanistica, la settimana scorsa, era approdata una mozione della maggioranza che chiedeva di avviare un urban centre e insediarlo all’Ex Centrale Fiat a Novoli. Ma purtroppo, poi, la maggioranza stessa ha emendato quel testo eliminando il riferimento all’Ex Centrale Fiat, e chiedendo di trovare un altro luogo in città.

Questa non è l’unica ombra che vediamo in questo percorso, dal momento che non pare esserci chiarezza neppure tra ciò che nel programma di mandato è stato scritto come strumento che si vuol realizzare per rendere più partecipate le trasformazioni urbane (‘Fondazione di innovazione civica’) e ciò che la maggioranza ha proposto con la creazione di un ufficio comunale, sullo stile dell’Urban centre di Milano. 

Bene, in ogni caso, che la maggioranza in consiglio abbia recentemente più volte posto con forza il tema della necessità di un luogo come questo in città. Ci preoccupa, però, il come verrà realizzato, ma continueremo a seguire questo tema, continuando a riproporre la proposta che avevamo inserito nel programma di Firenze Democratica, che seguiva l’esperienza della Fondazione pubblica di Bologna, esterna ed autonoma dall’amministrazione comunale. Perché possa essere garante nei confronti dei cittadini dei risultati dei percorsi di partecipazione attivati, operando in piena autonomia e terzietà”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

02/03/2026, 16:57

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