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Del Re (Firenze Democratica): “Affitti brevi: quello di Firenze non è il modello Barcellona”

Dettagli

“Con la proposta della giunta si congela la situazione esistente, procedendo a divieti per blocchi saturi”
Data:

29 Maggio 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 45 secondi

Consiglio comunale
capogruppo firenze democratica

Descrizione

“Il Sindaco di Barcellona, per la sua città, ha fatto una scelta netta: tra 3 anni la tipologia di affitto turistico breve non sarà più permessa in tutta la città. 

La proposta della giunta di Firenze prevede invece tutt’altro, ovvero: il congelamento della situazione esistente in centro storico al 31.12.2024, ovvero chi faceva affitto turistico fino a tale data potrà continuare a farlo per lo meno per i prossimi 2 anni di moratoria e altri 5 di prima autorizzazione; nelle zone A3 e A4 il congelamento sarà alla data del prossimo 4 Giugno; in tutte le altre zone della città, autorizzazioni libere e illimitate anche nel numero, sulla base delle norme del Regolamento, perché in queste aree ancora non è previsto nessun divieto, anche se si tratta di zone appetibili, come quelle vicine al tracciato della tramvia.

Il “modello Barcellona” lo aveva proposto il nostro gruppo consiliare con un emendamento presentato in aula lo scorso anno in occasione della prima approvazione del regolamento comunale. “Decorsi 3 anni dall’entrata in vigore del presente regolamento, non saranno rilasciate autorizzazioni per locazioni turistiche brevi sul territorio comunale”. Parere con regolarità tecnica positiva.

Una scelta radicale, certo, ne siamo consapevoli, e solitaria, perché proposta solo dal nostro gruppo (anche se votata poi da altri), ma in grado di indicare una rotta chiara e una scelta di campo netta, e ciò grazie alle nuova norma regionale inserita dentro al Testo Unico del Turismo che consente ora finalmente ai comuni di ragionare in termini di autorizzazioni da rilasciare o non rilasciare, non consolidando rendite di posizione pregresse. Rendita che invece ha fatto ancor più esplodere quella dannosa variante urbanistica (prima introdotta, poi eliminata, poi reintrodotta), che sta ancora drogando il mercato immobiliare, con uno sbalzo di valore che va dai 30.000 ai 50.000 euro a seconda se l’immobile in questione abbia o meno quella destinazione d’uso. Nel report dell’università si parla infatti di “vantaggio monopolistico” creato da quello strumento urbanistico, specie a vantaggio dei grandi gruppi, e confidiamo che dopo la sentenza della corte costituzionale dello scorso 30 aprile il consiglio di Stato riporti anche nel nostro comune la discussione solo sul versante delle autorizzazioni. Autorizzazioni che da tempo chiedeva l’associazione Alta tensione abitativa. 

Anche però agire - come sta facendo l’amministrazione - introducendo divieti di nuove locazioni turistiche per blocchi di città, lasciando che nel frattempo altre parti di città si saturino (come Isolotto, Novoli o Careggi, escluse dal blocco), ci pare che provochi solo un progressivo spostamento del fenomeno, che evidentemente si rinuncia a voler affrontare in un’ottica generale, programmando ad esempio la presenza o meno di queste locazioni su tutta la città. Tra un anno, dunque, è facile immaginare che ci ritroveremo ad esaminare la proposta di un nuovo blocco anche su altre zone della città, dove quindi gli operatori faranno ora ancor più la corsa a chiedere le autorizzazioni (oppure vireranno direttamente sull’extra ricettivo alberghiero), e ci ritroveremo pertanto a contare la percentuale di aumento di autorizzazioni rilasciate in queste zone, conclamandone il “boom”. In buona sostanza, si attende che queste zone si saturino e poi si blocca e congela.

Applicando invece il ‘modello Barcellona’, al termine del triennio di tempo dato per cessare questo tipo di affitti, gli immobili fino ad ora locati ad uso turistico avrebbero potuto essere utilizzati per locazioni di altro tipo; anche laddove la nostra proposta venga di nuovo bocciata, torneremo a chiedere di convocare al più presto un tavolo per affrontare il tema degli sfratti, perché a detta di molti proprietari i tempi lunghi per l’esecuzione degli sfratti sono il motivo della loro scelta di virare sul mercato delle locazioni turistiche brevi. Tempi lunghi che derivano anche dalla mancanza di ‘alloggi volano’ per gestire i casi di sfratti per morosità incolpevole, e questo a conferma della necessità di un lavoro di squadra per rimettere in piedi un sistema che altrimenti prende la via più semplice e sicura, ovvero quella della rendita. Un nostro ordine del giorno di un anno fa, che chiedeva questo, ancora non è stato messo all’ordine del giorno della commissione casa. Lo ripresenteremo, allora, insieme alle nostre proposte su questo tema. 

Grazie alla normativa sul CIN, arrivata solo con legge del dicembre 2023 - vero e unico punto di svolta a livello nazione per iniziare a regolamentare il fenomeno, consentire controlli e obbligare le piattaforme a chiedere questo dato come condizione per pubblicare l’annuncio -, e alla norma della Regione Toscana del dicembre 2024, i comuni devono adesso attrezzarsi per contrastare l’abusivismo. 

Lo ha detto d’altronde anche il Tar: nessuna lesione dei diritti dei proprietari può essere registrata posto che quegli appartamenti potranno essere impiegati in altro modo, anche mediante lo svolgimento di un’attività ricettiva extralberghiera facendo una semplice scia. Scia che, peraltro, sempre ragionando in ottica d’insieme e guardando al bene “casa”, da tempo proponiamo di bloccare come abbiamo fatto con i ristoranti, ma ancor qui, il nostro emendamento è stato respinto due volte.

Capiamo la difficoltà della materia, ma intanto, rispetto anche ad alcuni titoli odierni di giornale, è utile fare chiarezza su quale sia davvero il modello Barcellona e su cosa invece sta facendo Firenze”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

29/05/2026, 14:05

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