Del Re (Firenze Democratica): “80° anniversario del suffragio femminile: importante ricordare non solo il primo voto, ma anche la partecipazione delle donne alla vita democratica delle istituzioni”
Dettagli
10 Marzo 2026
3 minuti, 23 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, in seguito ad una domanda di attualità svolta ieri in consiglio comunale su questo tema:
“Nell’ottantesimo anniversario del suffragio femminile, è importante ricordare non solo il diritto di voto delle donne per la prima volta esercitato nel 1946, ma anche la loro candidabilita’ per rappresentare i cittadini, dando un contributo importante alla vita democratica del nostro paese. Proprio oggi, 80 anni fa, diverse città italiane videro per la prima volta le donne votare alle elezioni amministrative, ed essere elette poi nelle fila dei consigli comunali.
Se il diritto di voto è un dato acquisito dal 1946, sul fronte dell’elettorato attivo invece la strada da percorrere per la parità di genere è purtroppo ancora tanta.
I partiti, così come il sistema politico istituzionale ad ogni livello, sono infatti ancora ampiamente imperniati su modelli patriarcali, che impediscono il libero e democratico accesso delle donne a cariche esigibili.
Ancora troppo spesso, in assenza di un’attuazione dell’art. 49 della costituzione (ovvero di quel ‘metodo democratico’ che dovrebbe informare l’azione dei partiti), sono gli uomini che rivestono determinate cariche di vertice nei partiti o nelle istituzioni a cooptare e selezionare la classe dirigente femminile, mettendo dunque in atto dinamiche del tutto ancora patriarcali.
Per questo, ogni scuola di formazione che abbia come fine anche quello di favorire la parità di genere nelle istituzioni e in politica, è bene che coinvolga anche le giovani generazioni di uomini, che, sulla base dell’ultima preoccupante ricerca Ipsos, paiono peraltro regredire su questi temi.
La ricerca in questione è stata condotta da Ipsos insieme al Global Institute for Women’s Leadership del King’s College London e ha coinvolto circa 23.000 intervistati in 29 paesi attraverso la piattaforma Ipsos Global Advisor. L’indagine misura le opinioni sull’uguaglianza di genere in diverse generazioni e regioni del mondo. Il risultato che ha attirato l’attenzione è questo: il 31 per cento degli uomini della Generazione Z concorda con l’affermazione che una moglie dovrebbe sempre obbedire al marito, mentre il 33 per cento ritiene che nelle decisioni importanti della famiglia l’ultima parola dovrebbe spettare all’uomo. Dati superiori rispetto alle risposte offerte da uomini più adulti.
Sulla base di queste premesse, appare evidente come solo con un’alleanza tra uomini e donne, agendo in modo trasversale sul fronte culturale, e quindi in primis attraverso la formazione, si riuscirà a incidere sulla nostra società per arrivare ad una parità di diritti che metta davvero al centro solo la persona, slegata da pregiudizi e da quelle dinamiche patriarcali, che spesso sono purtroppo incarnate anche da amministratrici donne (per replicare ciò che hanno appreso e per comodità in taluni casi, o per paura di essere messe ai margini in caso di dissenso in altri).
Anche nella nostra città - che, come altre città, ospita scuole di formazione -, destinate però solo a future amministratrici, sarebbe bene aprire invece a tutti e tutte la possibilità di apprendere un diverso modo di fare politica, basato sull’uguaglianza, sulle pari opportunità, e senza che siano più gli uomini a decidere per noi donne”. (s.spa.)

