Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica:
“Nessun cambiamento normativo o giurisprudenziale, ma da un anno all’altro si sceglie di togliere Alia Multiutility dal piano di razionalizzazione delle partecipate, ovvero da quel piano che ai sensi del Tups deve essere approvato entro la fine di ogni anno per monitorare le efficienze delle risorse pubbliche attraverso le quali i comuni partecipano a società che erogano servizi pubblici essenziali.
Alia Multiutility è la società che gestisce i servizi di acqua, rifiuti e gas, e da oggi viene sottratta dalle competenze del consiglio comunale per quanto concerne il monitoraggio ai fini del piano di rateizzazione. L’amministrazione cita l’art. 26 del Tups, comma 5, per l’esclusione, ma Corte dei conti e MEF hanno invece più volte indicato che le società come Alia Plures, che possono essere equiparate a quelle quotate in borsa per via di un bond emesso da Quadrifoglio nel 2014, devono comunque entrare nel piano di razionalizzazione richiesto dal Tups. La giunta - per escludere Alia Plures dal Piano, insieme a tutte le sue partecipate indirette - si appella poi ad una sentenza del Tar Toscana dell’ottobre 2024 che, però, riguarda altro aspetto - legato allo statuto di Alia e alle percentuali di partecipazione del comune di Firenze - che non incide sul controllo pubblico congiunto richiamato da MEF e Corte dei Conti e sul fatto che anche tali società debbano essere ricomprese nei piani di razionalizzazione.
A conferma di questo, Bologna, Milano e altre città inseriscono le loro Multiutility nel piano di razionalizzazione, perché è anche e soprattutto una scelta politica quella di voler accompagnare un percorso rendendolo trasparente e coerente a normative che mirano all’efficienza pubblica.
Già per il piano industriale, la società e la Giunta hanno a suo tempo scelto di non condividerlo e renderlo pubblico, anche se era stato approvato a fine 2023, e l’unica spiegazione di ciò là si può rinvenire nel non voler rendere palese che la quotazione in borsa era solo il fine del piano industriale, e non il mezzo per raggiungere gli obiettivi del contenimento delle tariffe e per accompagnare la transizione ecologica con investimenti sugli impianti.
Ancora oggi quel Piano - poi rifatto e reso noto solo negli ultimi giorni da Alia Plures, ovvero dopo altri due anni -, non rende chiaro come quegli obiettivi si possano realizzare. E non è a nostro avviso quindi ancora eliminando dai documenti del comune le mancate risposte di Alia Plures alle richieste di rateizzazione dell’ente che si accompagnerà in modo virtuoso il percorso di sviluppo della multiutility e sulla gestione di risorse essenziali per i cittadini come acqua, rifiuti e gas.
Abbiamo proposto anche un ordine del giorno per chiedere che politicamente la maggioranza facesse una scelta diversa, perché al di là della questione tecnica prestare come consiglio attenzione alla questione multiutility e non delegarla solo al suo cda vuol dire svolgere quel mandato di controllo e rappresentanza per il quale si è stati eletti. Anche l’ordine del giorno, però, è stato respinto”.

