Del Re e Paolieri (Firenze Democratica): “Microzonazione sismica, Firenze rinuncia ai fondi regionali: una scelta miope sul futuro della città”
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24 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni delle esponenti di Firenze Democratica:
“Firenze perde un’occasione importante per conoscere meglio il proprio sottosuolo e costruire una pianificazione territoriale più sicura, consapevole e resiliente.
La Regione Toscana ha pubblicato nel maggio 2026 il bando finanziato dal PR FESR 2021-2027, destinato agli Enti locali per la realizzazione di studi di microzonazione sismica di livello 4, con una dotazione complessiva di 1 milione di euro e un contributo pari al 100% del costo determinato secondo la metodologia prevista dal bando. Le domande dovevano essere presentate dai comuni toscani entro il 27 giugno 2026.
Il Comune di Firenze però non ha presentato alcuna domanda, rinunciando così a questa opportunità e ad un contributo pari al 100% del costo sostenuto.
Si tratta di una scelta che desta particolare preoccupazione proprio perché riguarda una città che sta affrontando trasformazioni infrastrutturali, edilizie e urbanistiche di grande portata e ha bisogno di disporre di un quadro conoscitivo sempre più preciso del proprio territorio.
La città di Firenze si fonda su un bacino con andamento morfologico molto irregolare e gli studi previsti dalla microzonazione sismica di livello 4 avrebbero potuto portare alla ricostruzione di un modello 3d del sottosuolo, che è un'assoluta novità, e che avrebbe permesso di avere un grado di dettaglio sulla pericolosità, anche tettonica, elevatissimo.
Poter definire un modello complesso di sottosuolo sarebbe stato fondamentale non solo per la pianificazione territoriale e urbanistica ma anche per la pianificazione delle emergenze e per la progettazione edilizia.
Sappiamo bene che Firenze non è priva di studi sulla pericolosità sismica. Il Comune dispone già di una microzonazione sismica di livello III, riportata anche nella documentazione della Protezione Civile comunale. Il problema è che il bando regionale avrebbe consentito di compiere un ulteriore e significativo salto di qualità, attraverso studi di livello 4 finalizzati a implementare il quadro conoscitivo della pericolosità sismica locale, anche a supporto della pianificazione territoriale e della protezione civile.
La pianificazione non può fermarsi a ciò che emerge in superficie. La capacità del terreno di amplificare o modificare gli effetti di un terremoto dipende dalle caratteristiche geologiche, stratigrafiche e geotecniche del sottosuolo.
Per una città come Firenze, interessata da importanti interventi di trasformazione urbana, infrastrutturale e edilizia, disporre di un quadro conoscitivo aggiornato e approfondito significa poter valutare con maggiore consapevolezza dove localizzare nuove funzioni, quali trasformazioni privilegiare, quali interventi richiedono maggiori approfondimenti e quali aree presentano condizioni di maggiore vulnerabilità.
Il bando regionale nasceva esattamente con questa finalità. Per questo, la mancata partecipazione del Comune di Firenze appare particolarmente difficile da comprendere.
Non è sufficiente dire che esistono già studi precedenti. La conoscenza del territorio è uno strumento dinamico e deve essere aggiornata e approfondita soprattutto quando la città si prepara ad assumere decisioni urbanistiche destinate a produrre effetti per decenni.
C’è inoltre un elemento politico-amministrativo che non può essere trascurato: il bando regionale prevedeva un contributo pari al 100%: in altre parole, Firenze avrebbe potuto utilizzare risorse europee e regionali per migliorare il proprio patrimonio conoscitivo senza dover sostenere con risorse proprie il costo dello studio.
La domanda che poniamo all’Amministrazione comunale con una interrogazione del nostro gruppo è quindi semplice: perché Firenze ha scelto di non partecipare? E soprattutto: quali valutazioni tecniche hanno portato a ritenere non necessario un ulteriore approfondimento della conoscenza sismica del territorio comunale?
Le scelte di oggi determineranno il patrimonio edilizio, le infrastrutture e le funzioni urbane di Firenze per le prossime generazioni.
Riteniamo dunque che il Comune debba chiarire pubblicamente le ragioni della mancata partecipazione al bando e indicare come intenda aggiornare e approfondire il quadro conoscitivo sismico del territorio fiorentino, soprattutto in vista delle future trasformazioni urbane”. (fdr)

