Del Re e Berti (Firenze Democratica): “Via della Chimera, al consiglio di quartiere 2 passa la proposta di demolire le abitazioni ERP”
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11 Marzo 2026
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Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, e di Serena Berti, consigliera di quartiere 2:
“Nel Consiglio di Quartiere 2 del 9 marzo 2026 è stata approvata una mozione proposta della maggioranza, che propone la demolizione delle sei unità di edilizia residenziale pubblica di via della Chimera per realizzare, al loro posto, un ecocentro. Una scelta che arriva in una fase storica in cui l’emergenza abitativa nella nostra città è particolarmente acuta e in cui ogni patrimonio pubblico destinato alla casa rappresenta una risorsa preziosa per rispondere ai bisogni delle famiglie in situazioni di maggiore fragilità.
Le abitazioni di via della Chimera, costruite nel 1998 per superare il campo del Poderaccio, risultano oggi ancora abitate da tre nuclei familiari. L’intervento de ‘Il Guarlone’, con la costruzione delle 6 abitazioni, è ben raccontato anche in “Una casa per i Rom a Firenze”, un testo di accompagnamento del progetto pilota realizzato nel 1995 dalla Fondazione Michelucci, che ne curò il progetto preliminare.
In sede di consiglio di quartiere, è stato comunicato da parte degli assessorati competenti (sociale e sicurezza) che a breve gli immobili torneranno nella disponibilità del patrimonio ERP e che i Servizi Sociali valuteranno le situazioni di fragilità di coloro che oggi vi abitano. Al rilascio degli immobili, poi, per volontà della maggioranza del Quartiere (salvo chi, tra le fila della maggioranza si è astenuto o ha votato contro), seguirà quindi poi la demolizione delle suddette case per realizzare qui un ecocentro (che nel Piano Operativo era stato localizzato invece in un terreno nella zona di via Rocca Tedalda).
Nel corso del consiglio di quartiere, è stata inoltre respinta la nostra proposta, che prevedeva un intervento innovativo per affrontare la questione dei rifiuti accumulati nell’area di via della Chimera attraverso un’attività di recupero, riuso e upcycling, coinvolgendo associazioni ed enti del territorio. Una soluzione pensata per sperimentare un modello circolare in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, e per evitare che i costi di smaltimento dei suddetti rifiuti continuassero a lievitare, con ricadute economiche ancora a carico della collettività.
Dispiace che tale approccio al tema rifiuti sia stato respinto, ma dispiace ancor di più che sia stato deciso di accumulare a tali rifiuti altri rifiuti: quelli che deriveranno dalla demolizione di 6 case di edilizia residenziale pubblica”.

