Costa Scarpuccia, SPC: “Undici provvedimenti in cinque anni, tre direzioni coinvolte, manca una valutazione unitaria”
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27 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
“Sul complesso di Costa Scarpuccia 3-7 sono stati rilasciati, in cinque anni, undici provvedimenti edilizi, paesaggistici e ambientali: due Permessi di Costruire, quattro autorizzazioni paesaggistiche, quattro SCIA edilizie e una SCIA per il taglio di alberi del giardino. A questi si aggiungono sei determine pubbliche di deroga acustica della Direzione Ambiente per i lavori di cantiere. Tre le Direzioni del Comune coinvolte — Urbanistica, Ambiente Verde Zona 2, Ambiente Acustica — oltre alla Soprintendenza ABAP. Non ci risultano conferenze di servizi e non abbiamo trovato nessun atto di sintesi, nessuna valutazione complessiva.
Quello che emerge dall'analisi tecnica di oltre tre gigabyte di documenti acquisiti per accesso agli atti non può essere derubricato a casistica edilizia. Sul Colle delle Rovinate, in centro storico Patrimonio Mondiale UNESCO, in area doppiamente vincolata — paesaggistica dal 1951, monumentale dal 1976 — il Comune di Firenze ha gestito una trasformazione di portata sostanziale attraverso undici atti separati: strip-out totale di tre edifici, sette vani interrati di nuova edificazione, due pozzi profondi, impianto geotermico con paratia di micropali, sostituzione di una copertura storica con struttura in acciaio, fusione delle quattordici unità immobiliari originarie in non più di sei. Ogni atto, preso singolarmente, ci risulta qualificato come "modifica di modesta entità". Cumulativamente, una riconfigurazione completa del complesso.
La novità più rilevante è emersa dieci giorni fa, quando la Direzione Ambiente ci ha trasmesso la SCIA per il taglio di due alberi del giardino, depositata il 16 maggio 2025. La relazione tecnica di asseveramento dichiara — testualmente, in atto pubblico — che è in corso «un importante intervento di riqualificazione paesaggistica del giardino a conclusione delle opere edilizie». È la prima volta che abbiamo letto in un atto ufficiale l'idea di un piano complessivo di trasformazione dell'area verde: un piano per il quale non ci risulta esserci né un inquadramento progettuale unitario né un'autorizzazione paesaggistica complessiva.
Lo stesso atto segnala che un albero ha sviluppato un apparato radicale che sta provocando "gravi lesioni" allo storico muro di confine fra Villa Scarpuccia e il Giardino Bardini, con rischio di crollo del paramento. È un'ulteriore evidenza materiale di instabilità del sito — il Colle delle Rovinate, la collina che porta nel nome la frana del 1547 — su cui sono stati realizzati sette vani interrati, due pozzi profondi, un impianto geotermico, una paratia di micropali: chiediamo se c'è una valutazione integrata del rischio idrogeologico fra Comune, Soprintendenza, Genio Civile della Regione Toscana e Autorità di Bacino.
Sul fronte finanziario, nel luglio 2025 il Comune ha riconosciuto formalmente — con la comunicazione GP 281769/2025 sottoscritta dalla Responsabile del Procedimento — che sulla SCIA n. 6268/2025 manca il calcolo del costo di costruzione sulle superfici aggiunte e la dimostrazione del pagamento del contributo dovuto. Su questo a che punto siamo?
L'interrogazione a risposta scritta depositata oggi pone alla Giunta cinque domande precise. La prima riguarda l'importo del contributo di costruzione non versato e gli atti di recupero avviati. La seconda chiede una valutazione unitaria del progetto — compreso il piano di "riqualificazione paesaggistica del giardino" — e la verifica del non-contrasto con il Piano Operativo entrato in vigore il 6 giugno 2025. La terza riguarda la sorveglianza archeologica prescritta dalla Soprintendenza nel 2020 e la valutazione integrata del rischio idrogeologico del Colle delle Rovinate. La quarta chiede la pubblicazione integrale dei verbali della Commissione comunale per il Paesaggio — già richiesta nel luglio 2025 dai ventiquattro urbanisti e docenti universitari della lettera "Trasparenza e qualità nella gestione del paesaggio urbano" — e una ricognizione amministrativa delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune nel periodo 2020-2024. La quinta chiede conto degli atti sul giardino nel periodo 2020-2024.
Costa Scarpuccia è il caso emblematico di una città che si lascia trasformare a pezzettini, in cui ogni Direzione fa la sua parte e manca uno sguardo politico complessivo. Vogliamo l'opposto: una linea unica e trasparente di tutela del territorio e della residenza, soprattutto per chi non può permettersi aree di lusso, in una città dove l'alta capacità di spesa di pochi sta riconfigurando il patrimonio comune”. (fdr)

