Area cani di San Bartolo a Cintoia, SPC: "Il Quartiere vota all'unanimità, la Giunta risponde che piove"
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18 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Giulia Marmo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 4
"È arrivata una risposta sull'area cani del Parco di San Bartolo a Cintoia. Del riscontro ringraziamo la Vicesindaca e gli uffici. Il contenuto, però, va letto per intero: le condizioni dell'area sarebbero riconducibili a «precipitazioni meteoriche di particolare intensità verificatesi nel periodo considerato, configurabili come evento di carattere eccezionale», l'area presenterebbe caratteristiche che consentono «in condizioni ordinarie» l'assorbimento naturale, e quindi «allo stato attuale […] non risultano programmati specifici interventi strutturali».
Nel frattempo, su quella stessa area, il Consiglio del Quartiere 4 si era espresso. Con la deliberazione n. 40006 del 26 marzo 2026 (nata da una nostra mozione, istruita in Commissione Ambiente il 17 marzo insieme ai tecnici comunali, poi emendata fino a diventare un testo condiviso in aula) il Quartiere ha invitato la Sindaca e la Giunta a realizzare le opere per la fruibilità dell'area, «per esempio tramite la collocazione di materiali drenanti, la realizzazione di percorsi di camminamento realizzati con autobloccanti o pietre sagomate a tale scopo, e lieve sopraelevazione delle aree stesse con terreno di riporto». 18 persone presenti, 18 favorevoli, nessun contrario e nessuna astensione: la maggioranza ha votato con noi, dopo aver emendato il testo. La risposta della Giunta esclude in via generale ogni intervento sull'«assetto plano-altimetrico» e sulle «modalità di drenaggio», cioè esattamente la direzione che il Quartiere ha indicato. Quella delibera è agli atti da quasi cinque mesi e non ci risulta abbia ricevuto un riscontro.
Non sosteniamo che il maltempo non ci sia stato. Sosteniamo che chiamarlo eccezione serve a non intervenire. Le segnalazioni di chi abita la zona parlavano di un'area già impraticabile per lunghi periodi dall'autunno 2025, e in quell'autunno le piogge sulla Toscana centrale sono state sotto la media stagionale del quindici per cento, secondo il Consorzio LaMMA. L'inverno successivo è stato invece più piovoso della norma, e la stessa fonte annota che «quando è piovuto, lo ha fatto in modo più intenso del normale». Un'area verde che diventa acquitrino sia con una stagione sotto media sia con una sopra media non ha un problema di meteorologia: ha un problema di progetto.
Lo dice il Comune stesso, in atti che ha approvato. Il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima, votato dal Consiglio comunale nel maggio 2023, registra che «si sono moltiplicati in tutta la Toscana e nella zona di Firenze fenomeni di pioggia molto localizzata e intensa». Il Piano del Verde, approvato nel marzo 2025, indica fra le criticità recenti l'«aumento della frequenza di eventi piovosi particolarmente violenti e intensi». Se una cosa sta scritta nella propria programmazione non è più un'eccezione: è la condizione ordinaria per cui si progetta. Chiamarla eccezionale ogni volta significa non adattare mai niente.
Non chiediamo un'opera esotica, e non pretendiamo di indicare noi la soluzione tecnica. Il Piano del Verde contiene già un abaco di sistemi per il drenaggio sostenibile (giardini della pioggia, trincee drenanti, canali di bioritenzione) con le specifiche costruttive scritte e con esempi realizzati a Firenze, al parco dell'ex Campeggio Michelangelo. Il Piano Operativo, all'articolo 29, stabilisce che negli interventi di riqualificazione delle aree a verde urbano si debba «prevenire il dilavamento e favorire l'assorbimento nel terreno dell'acqua piovana». La riqualificazione che il Quartiere chiede non è quindi un'aggiunta discrezionale: è il livello prestazionale che il Comune si è dato per legge di piano. Manca la decisione di applicarlo qui.
Qui sta il nodo dei servizi. Il parco è nato con un investimento iniziale di 600.000 euro, approvato con la delibera di Giunta 551 del novembre 2019 e inaugurato nel maggio 2022; l'area cani è arrivata a fine maggio 2024. Due anni dopo, per quanto ci viene segnalato, un servizio pubblico nuovo torna inservibile a ogni stagione piovosa, e chi ne paga il prezzo non è una categoria astratta: è chi in quel quartiere vive e non ha un giardino privato dove portare il proprio animale, chi non ha un'auto per raggiungere un'altra area dall'altra parte della città. Chi può sostituire privatamente un servizio pubblico non si accorge nemmeno che è saltato. Chi non può, resta fuori. La giustizia climatica si misura anche così: non solo nei progetti finanziati dall'Europa, ma nella tenuta quotidiana degli spazi che un quartiere già ha e che, dopo ogni pioggia, deve poter attraversare.
C'è infine una questione democratica, e non riguarda solo noi. Sulla stessa area il Quartiere 4 aveva già votato all'unanimità, il 26 novembre 2024, la deliberazione 40019 su illuminazione, manutenzione e pulizia: proposta da un altro gruppo, approvata da tutto il Consiglio con diciassette presenti e diciassette favorevoli. Due delibere unanimi in sedici mesi, su temi diversi della stessa manciata di metri quadrati, e di nessuna delle due ci risulta noto lo stato di attuazione. La risposta ci spiega che i Quartieri «esprimono le proprie priorità e indicazioni» e «forniscono indicazioni e suggerimenti», mentre «la competenza tecnica e decisionale rimane all'Amministrazione Comunale». Formalmente è così. Politicamente, se un organo eletto vota all'unanimità e non riceve risposta, il decentramento si riduce a un ufficio di raccolta segnalazioni.
Chiediamo quindi alla Sindaca e alla Giunta di dare seguito alla delibera 40006 del 26 marzo 2026: un sopralluogo tecnico sull'area, la quantificazione dell'intervento e le risorse nella prossima variazione di bilancio. Non chiediamo qualcosa di nuovo: chiediamo di fare ciò che il Comune ha già scritto nei propri piani e che il suo Quartiere ha già votato. Continueremo a seguire la vicenda dentro e fuori Palazzo Vecchio, perché l'adattamento alla crisi climatica smetta di essere un capitolo dei documenti di programmazione". (fdr)

