Descrizione
“Esprimo la mia più ferma condanna per l’ennesima aggressione omofoba avvenuta a Bologna. Quanto raccontato dalla vittima è di una gravità inaudita: un ragazzo insultato, sputato e poi aggredito con calci e pugni da un gruppo di circa quindici persone, semplicemente per il suo orientamento sessuale”.
Lo dichiara Andrea Ciulli, consigliere comunale del Partito Democratico di Firenze, intervenendo dopo la notizia dell’aggressione avvenuta in via San Felice nella notte tra il 12 e il 13 settembre e resa pubblica dalla vittima dopo aver appreso del recente pestaggio di una coppia gay a Porta Mascarella.
“Ci sono due aspetti che colpiscono particolarmente. Il primo è la violenza del branco. Il secondo è il fatto che la vittima abbia trovato la forza di raccontare quanto accaduto soltanto dopo aver saputo di un’altra aggressione. Questo ci dice quanto ancora possa essere difficile, per chi subisce violenza omofoba, rompere il silenzio e sentirsi davvero tutelato”.
“Non possiamo permettere che episodi come questi vengano considerati semplicemente come fatti di cronaca. Quando una persona viene insultata, umiliata e picchiata per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere, siamo davanti a una violenza che colpisce quella persona ma interroga tutta la nostra società”.
“Per questo rivolgo una richiesta precisa al Governo: non si limiti alle dichiarazioni di circostanza, ma convochi un tavolo nazionale con Regioni, Comuni, forze dell’ordine, servizi territoriali e associazioni LGBTQIA+ per mettere in campo un piano strutturale contro l’omotransfobia e la violenza motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Servono strumenti concreti per prevenire le aggressioni, raccogliere dati omogenei sul fenomeno, rafforzare la formazione degli operatori e garantire alle vittime percorsi effettivi di ascolto, assistenza e tutela”.
“Bologna, Firenze e tutte le nostre città devono essere luoghi nei quali nessuno abbia paura di camminare per strada tenendo per mano la persona che ama, di esprimere liberamente la propria identità o semplicemente di essere se stesso. La libertà non può dipendere dalla prudenza della vittima né dalla capacità di evitare determinati luoghi o gruppi di persone”.
“Servono certamente sicurezza e accertamento delle responsabilità, ma serve anche un lavoro quotidiano sulla cultura del rispetto, sulla prevenzione delle discriminazioni e sul sostegno concreto alle vittime. Le istituzioni devono esserci prima, durante e dopo la violenza”.
“Da Firenze dobbiamo continuare a mandare un messaggio chiaro: nessuno viene lasciato indietro e nessuno deve essere costretto a nascondere ciò che è per paura di essere aggredito. I diritti delle persone LGBTQIA+ non sono un tema da affrontare soltanto quando accade una tragedia: sono una responsabilità quotidiana delle istituzioni”.
“Alla vittima va tutta la mia solidarietà e vicinanza. E a chi pensa che insultare o aggredire una persona per il suo orientamento sessuale sia un gesto di forza, dobbiamo rispondere con ancora più forza: l’odio non è libertà, il branco non è coraggio e la violenza non sarà mai normalità”. (s.spa.)

