Descrizione
“La sentenza n. 1028 del 28 maggio 2026 del TAR Toscana merita di essere letta con attenzione, al di là degli slogan e delle dichiarazioni trionfalistiche della Sindaca Funaro sull'argomento.
I giudici amministrativi non hanno affatto messo in discussione la possibilità per il Comune di Firenze di regolamentare le locazioni turistiche brevi. Hanno però implicitamente evidenziato un problema ben più serio: l'esistenza di un trattamento differenziato tra cittadini comuni e grandi operatori immobiliari.
Secondo il TAR, infatti, il Comune aveva previsto per tutti i proprietari di immobili del centro storico l'immediata applicazione delle nuove limitazioni introdotte dal regolamento sugli affitti brevi, mentre per gli interventi edilizi già disciplinati da convenzioni urbanistiche e piani attuativi aveva riconosciuto una disciplina di salvaguardia, escludendoli dagli effetti immediati delle nuove regole.
In altre parole, per il cittadino che possiede un appartamento le nuove limitazioni sono entrate in vigore subito; per chi opera attraverso grandi interventi di trasformazione urbanistica già convenzionati con il Comune, invece, sono state mantenute tutele e garanzie particolari.
È lo stesso TAR a rilevare che il Comune non può ignorare gli impegni assunti nelle convenzioni urbanistiche e che il regolamento non può tradursi in un "immotivato e illegittimo recesso" dagli accordi precedentemente sottoscritti.
La questione politica è dunque evidente.
Se esistono ragioni di interesse pubblico tali da giustificare limitazioni così incisive alla proprietà privata e alla libertà di utilizzo degli immobili, tali ragioni dovrebbero valere per tutti. Se invece si ritiene necessario salvaguardare gli affidamenti maturati e gli investimenti già programmati, allora occorre spiegare perché questo principio debba valere per i grandi interventi convenzionati e non per i piccoli proprietari che hanno acquistato, investito o avviato attività facendo affidamento sul quadro normativo precedente.
Vi è poi un altro aspetto che merita di essere chiarito. Per mesi l'Amministrazione ha giustificato l'urgenza dell'intervento sostenendo la necessità di impedire una corsa agli affitti brevi prima dell'entrata in vigore delle nuove regole. Ma questa ricostruzione appare oggi sempre meno convincente.
Chi realizza grandi operazioni immobiliari non decide di destinare un immobile agli affitti turistici da un giorno all'altro. Prima vi sono l'individuazione dell'investimento, le trattative, l'acquisto o la locazione degli immobili, la progettazione, i finanziamenti, gli interventi edilizi e tutti gli adempimenti amministrativi necessari. Si tratta di processi che richiedono mesi o anni, non certo dieci o quindici giorni. La stessa sentenza del TAR lo richiama.
L'unico soggetto che può effettivamente modificare rapidamente la destinazione economica di un immobile è il piccolo proprietario che possiede già l'appartamento e che, in presenza di nuove limitazioni, decide di attivare immediatamente l'attività con una mera modifica di uso. Eppure è proprio questa categoria che l'Amministrazione ha sempre dichiarato di voler tutelare.
La realtà che emerge dagli atti e dalle sentenze racconta una storia diversa: mentre ai piccoli proprietari ordinari (quelli che affittano la casa della nonna, come dice la Sindaca Funaro) è stata applicata immediatamente la nuova disciplina vincolistica, per le grandi operazioni già convenzionate il Comune ha riconosciuto la necessità di preservare affidamenti e aspettative maturate nel tempo.
La sentenza del TAR non smonta il regolamento comunale, ma mette in luce una contraddizione che Palazzo Vecchio dovrà chiarire: non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B davanti alle stesse regole.
Per questo chiederò all'Amministrazione comunale di rendere pubblici tutti gli atti e le valutazioni che hanno portato a prevedere un regime di salvaguardia per alcune operazioni urbanistiche e non per altre situazioni ugualmente caratterizzate da affidamenti già consolidati”.
Lo dichiara Massimo Sabatini, consigliere di Lista Civica Eike Schmidt
(fdr)

