Affitti brevi, Palagi (SPC): "Undici anni di ritardo dai verbali del Comitato di Pilotaggio UNESCO"
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29 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"I verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO «Centro Storico di Firenze» — organo consultivo del Comune presieduto dalla stessa amministrazione — acquisiti nelle scorse settimane dal gruppo Sinistra Progetto Comune via accesso atti, dimostrano che la regolazione delle locazioni turistiche brevi è richiesta da almeno undici anni. Nella seduta della Maratona dell'Ascolto del novembre 2015, il tavolo Residenza chiedeva «la regolazione delle locazioni turistiche non professionali»; nello stesso documento l'allora Sindaco Nardella in apertura ammetteva che il centro storico era «sempre più ostile alla residenza».
Nel verbale del 9 luglio 2020, in piena pandemia, la rappresentante del Ministero dei Beni Culturali chiedeva esplicitamente di «riaffittare appartamenti che prima del Covid erano ad uso turistico ed ora potrebbero essere destinati alla residenza»: un programma di riconversione, sei anni fa, mai avviato.
Nel verbale del 12 dicembre 2023 il Focal Point UNESCO Italia per il Ministero della Cultura indicava «Berlino e Barcellona come riferimento per buone pratiche per la gestione degli affitti brevi». Nello stesso verbale il responsabile dell'Ufficio UNESCO comunale concludeva che «Firenze non può legiferare a differenza di New York». Due anni dopo, la sentenza della Corte Costituzionale 186/2025 ha smentito quella tesi.
E non si è trattato di un'apertura giuridica improvvisa. Le 19 sentenze del TAR Toscana del 14 maggio 2026, che hanno respinto i ricorsi contro il Regolamento comunale del 5 maggio 2025, si fondano espressamente sull'art. 99 della legge regionale toscana 65/2014 — il Testo unico sul governo del territorio approvato dalla Giunta Rossi su impulso dell'allora Assessora Anna Marson — che già attribuiva ai Comuni il potere di stabilire «specifiche condizioni e limitazioni» per i mutamenti di destinazione d'uso. Lo strumento giuridico, in altre parole, è a disposizione del Comune di Firenze da dodici anni.
Dalle carte lette emerge la conferma di un ritardo del Comune di Firenze che rischia di non essere risolto da quanto sta avvenendo in questi giorni. Nei primi cinque mesi del 2026 sono state rilasciate 270 nuove autorizzazioni; in tutto il 2025 erano state 132. Il ritmo è raddoppiato.
I dati restano impietosi. Firenze conta 16.906 strutture di locazione turistica registrate dall'Osservatorio Regionale e oltre 13.000 annunci attivi sulla sola piattaforma Airbnb. La pressione residenziale è la più alta d'Italia: le locazioni brevi corrispondono a due terzi delle abitazioni locate ai residenti, secondo i dati elaborati dal Dipartimento MEMOTEF della Sapienza per il Comune di Firenze. Gli effetti misurati da IRPET sono che ogni dieci per cento di crescita degli annunci nel centro storico fa salire i prezzi residenziali dell'1,6 per cento, ottantadue euro al metro quadro. Le quindicimila famiglie in difficoltà abitativa documentate dallo stesso istituto non sono un effetto collaterale: sono la conseguenza prevedibile di un'industria estrattiva sulle case della città.
Quello che la maggioranza presenta come svolta è scritto da otto anni nei verbali dei suoi stessi organi. Allora la domanda diventa una sola: perché solo ora, e quali altre politiche si pensano di intraprendere? Perché non c'è un programma pubblico di riconversione come Renda Segura a Lisbona, sebbene il Ministero della Cultura lo abbia chiesto al Comune nel luglio 2020? Perché non si vincola una parte del gettito dell'imposta di soggiorno — 82 milioni nel 2025 — alla casa pubblica? Perché non si mette al centro l'atto sul lavoro nell'housekeeping degli affitti brevi, dove Filcams CGIL ha promosso la prima vertenza italiana?
In queste ore lavoreremo su alcune proposte di emendamento, facendo tesoro di quello che emerge da documenti dell'Amministrazione stessa e dalla necessità di dare centralità al Comune come ente capace di incidere e programmare, mentre Regione e Governo nazionale sembrano voler togliere strumenti agli enti locali". (fdr)

