Descrizione
“Nel corso della Commissione Sviluppo Economico di oggi abbiamo ascoltato il Professor Filippo Celata, autore della relazione tecnica sugli affitti brevi a Firenze. Si tratta - spiega il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi - certamente di un lavoro approfondito, che fotografa un fenomeno reale e che riguarda ormai tutte le grandi città ad alta pressione turistica, dove il tema dell’equilibrio tra residenzialità, turismo e diritto alla casa non può essere ignorato.
Proprio per questo riteniamo giusto affrontare il tema con serietà e senza negare la necessità di una regolamentazione. Tuttavia, dalla relazione emergono anche alcune criticità che meritano attenzione e approfondimento prima di arrivare a scelte restrittive così rilevanti.
In primo luogo manca una chiara definizione delle soglie che dovrebbero giustificare eventuali limitazioni: la relazione individua diversi indicatori – pressione ricettiva, pressione residenziale, rischio e vulnerabilità – ma lascia ampio margine discrezionale su come questi debbano tradursi concretamente in divieti o restrizioni urbanistiche.
Inoltre, una parte importante dell’impianto si basa su dati non sempre omogenei temporalmente e, in alcuni casi, su elaborazioni statistiche e stime indirette, soprattutto rispetto al numero effettivo delle abitazioni in affitto ai residenti.
La stessa relazione, poi, riconosce apertamente il rischio di “spillover”: limitare alcune aree potrebbe semplicemente spostare il fenomeno verso altri quartieri della città, con effetti distorsivi e nuove pressioni sulle zone semicentrali e periferiche.
Serve quindi equilibrio. Firenze ha bisogno di regole, ma anche di scelte proporzionate, motivate e sostenibili, che evitino approcci ideologici o eccessivamente punitivi verso i proprietari. Il rischio, altrimenti, è affrontare un problema complesso con strumenti troppo semplicistici.
Come Movimento 5 Stelle - conclude il capogruppo Lorenzo Masi - continueremo a lavorare affinché si arrivi a una regolamentazione seria, fondata su dati solidi, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico, senza però ignorare i limiti e le criticità emerse anche nel dibattito tecnico di oggi.” (s.spa.)

