Abbandono del giardino di via Ottokar, Grazzini (Italia Viva – Casa Riformista): “Se nessuno ne cura la manutenzione, il Comune intervenga o ne disponga la chiusura per garantire la sicurezza del quartiere”
19 Gennaio 2026
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Descrizione
«C’è un grande giardino nascosto tra via del Guarlone e via della Chimera, uno spazio verde che potrebbe essere vissuto quotidianamente dai tanti bambini e anziani della zona per passeggiare, giocare e stare insieme», afferma il capogruppo di Italia Viva a Palazzo Vecchio, Francesco Grazzini.
«Peccato che questo giardino, inaugurato in pompa magna nel 2017 nell’ambito dell’operazione di recupero dell’area, oggi sia in uno stato di totale abbandono, con erba alta, alberi secchi, caduti o pericolanti, pesci vivi e abbandonati nella fontana, aree non fruibili e cestini mai ripuliti», prosegue Grazzini.
"Ringrazio la vicesindaca Galgani che, rispondendo a un mio question time, ha chiarito che la manutenzione del giardino di via Ottokar non spetti al Comune ma, in virtù di una convenzione, alle cooperative che gestiscono gli alloggi dei condomini circostanti. Ma lo stato di abbandono in cui versa oggi il giardino è inaccettabile, a prescindere da chi sia formalmente titolato a occuparsi della manutenzione. Parliamo di uno spazio che dovrebbe essere una risorsa per il quartiere e che invece è stato lasciato senza cura”, sottolinea il capogruppo di Italia Viva.
«La situazione è ancora più preoccupante perché il giardino insiste in un’area delicata, confinante con un asilo nido comunale e segnata dalla presenza di occupazioni abusive e da una crescente insicurezza. Un luogo lasciato in queste condizioni rischia inevitabilmente di diventare un problema per il quartiere, anziché un’opportunità», aggiunge Grazzini.
«Per questo ho chiesto che, se il Comune non può intervenire direttamente, si attivi comunque nei confronti dei soggetti responsabili per ingiungere la manutenzione dovuta. E, qualora ciò non fosse possibile in tempi rapidi, si valuti anche la chiusura temporanea del giardino, per garantire almeno la sicurezza dei cittadini ed evitare che diventi l’ennesimo spazio insicuro della città» conclude Grazzini. (s.spa.)

