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Bonus TPL, Palagi (SPC): “Se manca il codice a pagare è chi viaggia, non il gestore”

Dettagli

"La Giunta conferma che i codici sui mezzi spettano ad Autolinee Toscane, ma la nuova convenzione non prevede nessuna penale"
Data:

1 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 34 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

“La Giunta lo ha messo per iscritto: garantire che su ogni bus e ogni tramvia ci sia il codice QR da scansionare per il Bonus TPL è un obbligo di Autolinee Toscane e di GEST: l'informazione è nella risposta a un'interrogazione arrivata in queste ore, che richiama la convenzione con il gestore. AT «si impegna a garantire per tutta la durata dell'iniziativa la collocazione e il mantenimento» dei codici: quando l'adesivo manca, dunque, è il gestore a non rispettare un impegno: a pagarne le conseguenze, però, sono le persone abbonate che non riescono a registrare le corse.

Riconosciamo quello che è cambiato. La soglia è scesa da 50 a 25 corse a trimestre, ora si può inserire a mano la matricola del mezzo quando il codice non c'è, e chi a giugno non ha raggiunto la soglia per i guasti dell'app non è stato escluso dalla nuova edizione. Ringraziamo l'Assessore e gli uffici per la risposta.

Ci sono però margini ulteriori: la convenzione per l'edizione 2026/2027, approvata con la delibera di Giunta n. 325 dell'11 agosto e pubblicata sul portale degli atti solo il 19 settembre, ad adesioni aperte dal 25 agosto, ripete lo stesso obbligo per Autolinee ma non prevede alcuna penale. L'unica conseguenza scritta è la risoluzione per inadempimento, che nessuno userà per un adesivo staccato: le regole per chi aderisce sono invece precise, perché chi non registra in media 25 viaggi a trimestre perde l'agevolazione, e chi non completa i quattro trimestri l'anno dopo avrà «una differente scontistica, meno vantaggiosa». Tradotto: se il gestore non mette il codice non succede niente, se una persona non lo scansiona paga di più.

Lo stesso vale per lo strumento. Per partecipare serve l'app IF su uno smartphone personale, e la risposta annuncia che l'app diventerà «l'unico canale» anche per biglietti, abbonamenti, sosta e bici in condivisione. Chi non ha un telefono recente resta fuori, come per esempio una persona giovanissima a cui la famiglia sceglie di non dare ancora un cellulare. Su questo ci sono altre due interrogazioni in attesa di risposta.

Cercheremo di portare il tema in aula in Commissione e in Consiglio, per trovare soluzioni sempre migliori”. (fdr)

Ultimo aggiornamento:

01/10/2026, 14:21

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