Piano Generale del Traffico Urbano

È iniziato il percorso per la realizzazione del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) del Comune di Firenze.
Al momento è completata la fase relativa al quadro conoscitivo.
È stato svolto un lavoro importante e articolato, che ha coinvolto numerose direzioni del Comune, società partecipate, istituzioni e il professore Stefano Ciurnelli, consulente per la Mobilità e incaricato di elaborare il nuovo PGTU, per raccogliere un patrimonio di dati significativo, che riguarda non solo gli spostamenti di autobus, auto e di tutti i mezzi nella nostra città, ma più in generale l’assetto della mobilità e l’utilizzo degli spazi urbani.
Il quadro conoscitivo è fondamentale per una visione completa della mobilità della nostra città.
Il compito del PGTU è trovare un nuovo equilibrio tra le varie forme di mobilità urbana e decidere come organizzare uno spazio più sicuro per chi cammina, più continuo per chi pedala, più affidabile per il trasporto pubblico, più ordinato per chi deve usare l’auto, più facile per caricare e scaricare merci.
L' Amministrazione ha inoltre deciso di coinvolgere i cittadini in un percorso partecipativo che porterà alla realizzazione del nuovo PGTU, una occasione per ascoltare tutti i punti di vista e trovare soluzioni condivise.
Un percorso di partecipazione che partirà a luglio e che proseguirà a settembre con l’obiettivo di passare subito dopo alla stesura del piano vero e proprio.
Il 14 luglio si terrà la prima conferenza sulla mobilità con tutti gli stakeholder cittadini e seguirà un confronto quartiere per quartiere con le istituzioni territoriali, con cui saranno definite le priorità di intervento.
Da ottobre 2025, sotto la supervisione del professor Ciurnelli, la Direzione Mobilità ha portato avanti l’aggiornamento del quadro conoscitivo del PGTU con il contributo delle altre direzioni, delle società partecipate, di Gest e Autolinee Toscane. Una attività indispensabile visto il carattere dinamico della mobilità. La sua costruzione ha richiesto un lavoro lungo, complesso e inedito di raccolta, integrazione e armonizzazione dei dati che ha visto al centro le esigenze di mobilità delle persone (residenti, city users, operatori economici ecc).
Dal punto di vista metodologico, il lavoro ha seguito le linee guida europee mettendo al centro le esigenze di residenti, city users e operatori economici. Il territorio è suddiviso nei cinque quartieri e in 78 zone di comunità sulla base di toponimi che fanno parte del bagaglio culturale dei cittadini rendendo più semplice collegare le informazioni con i luoghi e facilitando la comprensione anche ai non addetti ai lavori. Inoltre, è stata fatta la scelta di riferire, quando possibile, i dati a singoli tratti della rete stradali creando così mappe tematiche georeferenziate in cui possono essere contenute contemporaneamente tutte le informazioni: dalla distribuzione dei residenti per classi di età alla localizzazione delle attività economiche, dalle dimensioni dei marciapiedi alla presenza di percorsi ciclabili, dai servizi di trasporto pubblico alla organizzazione della sosta e via dicendo. Mappe replicabili per ciascun tratto di strada presente.
Il risultato è una base conoscitiva dinamica e trasparente: oltre 100 dataset con informazioni, fornite da più di 20 soggetti, su infrastrutture, mobilità, servizi, attività economiche, sicurezza, ambiente, spazio pubblico. Un patrimonio di dati utile per capire la città e che rappresenta la base per proposte di intervento finalizzate, nei prossimi due-tre anni, a realizzare una mobilità urbana più sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale.
Il quadro conoscitivo analizza le varie componenti della mobilità cittadina: pedonale, ciclistica e sharing, TPL su gomma e tramvia, veicolare privata.
Dai dati raccolti emerge che le persone a Firenze si muovono in gran parte in auto (56% del traffico totale), il 27% utilizza il trasporto pubblico e il 17% sceglie la mobilità attiva. Ogni giorno transitano dalle porte dello Scudo Verde 324.000 veicoli, di cui auto (81%) e due ruote a motore (14%), e di questi il 50% arriva da fuori Comune.
Da questi numeri appare chiaro che al momento l’auto fa parte della vita quotidiana di molte persone e che non tutti possono farne a meno per motivi di lavoro, gestione familiare, orari ecc. Si tratta quindi di capire quando l’auto è davvero necessaria e quando viene scelta per mancanza di alternative efficienti. La sfida è creare le condizioni perché scegliere un mezzo diverso sia più semplice e così cambiare le abitudini. Anche perché, come emerge dalle analisi, l’auto non è il mezzo più veloce per spostarsi in città: per fare due km in bici si impiega 7-10 minuti, in auto dagli 8 ai 12 senza contare il tempo per parcheggiare e gli eventuali rallentamenti. Approfondendo l’analisi sulla tipologia degli spostamenti il 46% di quelli effettuati con mezzi privati copre distanze inferiori ai 2km e il 74% di quelli casa-scuola avviene su una distanza inferiore, in linea d’aria, a un chilometro. Sono tragitti ridotti per i quali si potrebbe scegliere un mezzo diverso dall’auto a patto che siano a disposizione che siano facilmente raggiungibili.
Altro tema fondamentale trattato nel quadro conoscitivo è dei cantieri Ogni anno vengono emesse 10mila ordinanze che modificano la viabilità a causa di lavori. Di questi solo il 43% riguardano opere pubbliche, mentre il 57% sono interventi privati.
Centrale anche il lavoro sulla sicurezza stradale: negli ultimi anni si è registrata una riduzione del 50% degli incidenti ma i numeri restano ancora importanti. Nel 2025 nel 2025 si sono registrati 3.085 incidenti, con 4.241 veicoli coinvolti; il 47% ha riguardato auto, il 31% motorini, il 16% biciclette o pedoni. Gli incidenti rendono la città più fragile soprattutto per gli utenti deboli come pedoni e ciclisti.
Da questo lavoro emerge il quadro di una città complessa, in cui ogni quartiere ha la propria identità, una diversità di servizi, popolazione, attività economiche e modi di muoversi. Per questo non esiste una soluzione unica per tutta la città e per questo l’Amministrazione vuole costruire il nuovo PGTU insieme a chi quei luoghi li conosce davvero e li vive ogni giorno: dai residenti ai city users, dai bambini e famiglie nei percorsi casa-scuola agli anziani, dai lavoratori agli studenti, dai ciclisti ai commercianti, dai ciclisti agli operatori dell’ultimo miglio
Qualche numero sulla popolazione e sulla presenza di city users. Attualmente i residenti sono 365.814 di cui 101.770 over 65 con un forte e generalizzato invecchiamento della popolazione: i bambini tra 0 e 14 sono 36.682, un terzo rispetto ai “nonni”. Analizzata anche la distribuzione e la densità delle attività economiche, importante per la pianificazione della mobilità, nelle 78 zone di comunità e nelle singole tratte stradali. Tra i dati più significativi il numero delle attività economiche nel quadrilatero del centro storico, 3.647. Altri numeri di cui tener conto sono i 15milioni di presenze turistiche ogni anno, i 58 milioni di passeggeri alla Stazione di Santa Maria Novella, l’aumento del 300% delle consegne post Covid.
Di fronte a questa complessità serve un piano organico, non singole azioni isolate. Il PGTU si inserirà nei tre strumenti di pianificazione – Piano operativo, Piano strutturale e PUMS – e sarà definito attraverso un percorso di ascolto di tutte le esigenze della città: trasformazioni di questa portata non possono essere costruite a tavolino, ma vanno vissute e costruite ascoltando.
Il 14 luglio si terrà la prima conferenza sulla mobilità con tutti gli stakeholder cittadini – dopo un primo incontro già svolto per presentare questi dati – e seguirà un confronto quartiere per quartiere con le istituzioni territoriali, con cui saranno definite le priorità di intervento.
Il percorso di partecipazione e la comunicazione del percorso sono realizzate da LAMA Impresa Sociale, in continuità con Firenze per il Clima.
l quadro conoscitivo ci restituisce una fotografia della mobilità di oggi da cui emerge un’agenda di priorità che guiderà l’elaborazione del PGTU.
Mobilità pedonale: Camminare deve essere la scelta più semplice per gli spostamenti di prossimità.
Una città più accessibile parte dai percorsi quotidiani. Marciapiedi continui, attraversamenti sicuri, eliminazione delle barriere architettoniche e interventi di riqualificazione dello spazio pubblico possono rendere più facile muoversi a piedi, soprattutto per bambini, anziani e persone con ridotta mobilità.
Mobilità ciclistica: Più percorsi sicuri per scegliere la bicicletta quando è possibile.
A Firenze molti spostamenti sono brevi e la bicicletta rappresenta una valida alternativa all'auto. Il Piano punta a completare la rete ciclabile principale, collegare meglio i percorsi esistenti e sviluppare il nuovo Biciplan, rendendo la mobilità ciclistica più continua, sicura e integrata con gli altri mezzi.
Sicurezza stradale: Cambiare la percezione di sicurezza per incentivare la mobilità dolce
Ridurre la velocità e aumentare le strade a 30 km/h, migliorare gli attraversamenti, realizzare percorsi protetti e progettare spazi accessibili significa aumentare la sicurezza di tutti, in particolare di pedoni e ciclisti.
Trasporto pubblico: Una rete sempre più affidabile e connessa.
Il successo della tramvia dimostra che, quando il servizio è competitivo, sempre più persone lo scelgono. Il PGTU punta a rafforzare il trasporto su gomma attraverso la “preferenziazione” dei bus, favorire l'integrazione tra tramvia e autobus, migliorare i collegamenti tra i quartieri e sviluppare alcune linee ad alta frequenza (5') anche nelle aree non servite dalla tramvia e lungo percorsi di collegamento trasversale tra le direttrici tranviarie.
Mobilità intelligente: Tecnologia per muoversi meglio.
Semafori intelligenti, Smart City Control Room, informazioni in tempo reale, smart parking e servizi digitali come il MaaS (Mobility as a Service) possono rendere gli spostamenti più fluidi, ridurre il tempo perso nel traffico e aiutare le persone a scegliere il mezzo più adatto alle proprie esigenze.
Parcheggi e logistica: Usare meglio lo spazio (e la tecnologia) disponibile.
Il Piano punta a rendere più efficiente la gestione dei parcheggi e delle aree di carico e scarico, utilizzando strumenti digitali come lo smart parking per informare in tempo reale sulla disponibilità degli stalli e ridurre le percorrenze fino a destinazione e il traffico generato dalla ricerca di parcheggio.
Incentivi e Mobility Management: Cambiare abitudini è più facile se esistono alternative concrete.
Il PGTU valorizza gli strumenti che aiutano cittadini, imprese e lavoratori a scegliere modalità di spostamento più sostenibili: incentivi per la mobilità casa-lavoro, piani di spostamento aziendali e servizi integrati che rendono più semplice combinare mezzi diversi.

