Stadio Franchi, Masi (M5S): «Un investimento pubblico vicino ai 300 milioni e una concessione privata di sessant’anni. È questa la strategia per il futuro dello stadio?»
7 Luglio 2026
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Una concessione della durata di 60 anni, un apporto di capitale privato di 55 milioni di euro e una previsione inserita tra gli allegati della delibera sugli equilibri di bilancio. È quanto emerge dal programma triennale degli acquisti e dei servizi del Comune di Firenze sul futuro dello Stadio Artemio Franchi: un passaggio che, secondo il consigliere comunale Lorenzo Masi, avrebbe meritato un confronto politico più ampio e trasparente.
«Dopo un investimento pubblico molto rilevante per la riqualificazione dello stadio, il Comune arriva oggi a ipotizzare un partenariato con il privato della durata di sessant’anni. Se questo era l’approdo finale, è inevitabile chiedersi se la strategia scelta dall’Amministrazione sia stata davvero la più conveniente per Firenze», afferma Masi.
Secondo il consigliere, i numeri dell’operazione pongono interrogativi sull’equilibrio tra risorse pubbliche e contributo privato. «A fronte di un intervento pubblico di questa portata, il contributo previsto del futuro concessionario è pari a 55 milioni di euro. Occorre capire se questo rapporto garantisca realmente l’interesse dei cittadini e se il Comune abbia ottenuto il miglior risultato possibile.»
Da qui la riflessione sul percorso seguito dall’Amministrazione. «Se oggi si ritiene necessario affidare la gestione dello stadio attraverso una concessione privata di sessant’anni, viene da chiedersi se negli anni passati siano state valutate fino in fondo tutte le alternative, compreso un diverso coinvolgimento diretto della società sportiva. Il rischio è quello di sostenere gran parte dell’investimento pubblico e arrivare comunque a una concessione di lunghissima durata.»
Il consigliere torna poi sul tema della trasparenza, ricordando la richiesta del Movimento 5 Stelle di istituire una Commissione d’inchiesta sull’andamento dei lavori del Franchi, proposta respinta dalla maggioranza.
«Oggi scopriamo che negli atti di bilancio compare una previsione destinata a incidere sul futuro dello stadio per i prossimi sessant’anni. Viene da chiedersi se queste valutazioni fossero già state affrontate e perché il Consiglio comunale non sia stato coinvolto in una discussione politica su una scelta così rilevante.»
Per Masi una decisione di questa portata non può essere trattata come un semplice passaggio tecnico. «Il futuro del Franchi riguarda tutta la città: servono chiarezza, trasparenza e un confronto vero sulle scelte che accompagneranno lo stadio per i prossimi decenni.» (s.spa.)

