Sottopasso delle Cure, SPC: "Cancellate già finanziate. Dire «è solo una possibilità» non basta"
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14 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Lorenzo Palandri — Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
"Chiediamo una cosa semplice: rinunciare alle «opere da fabbro per interdizioni con cancellate presso il sottopasso di piazza delle Cure» (e gli ex lavatoi di via Senese e la Piazzetta Cavallari) e destinare quelle energie a soluzioni sociali. La maggioranza ha risposto che si tratta «solo di una possibilità», che «non è detto che si farà».
Ma è proprio qui il cortocircuito. In politica prima si decide e poi si agisce, e il bilancio è il luogo in cui si decide. In quella delibera ci sono 105.000 euro iscritti, con avanzo pubblico, alla voce delle cancellate. Non è un'ipotesi campata per aria: è una linea di spesa approvata, che basta una determina dirigenziale per attuare. Se davvero «non lo farete», allora perché lo finanziate? E se lo finanziate, non chiamatela «possibilità»: è una scelta già messa nero su bianco, pronta all'uso. Le cose che si vogliono davvero evitare non si mettono in bilancio.
Lo diciamo con la coerenza di due anni di lavoro sul sottopasso delle Cure. Dall'estate del 2024 ripetiamo che quel luogo non si governa con sgomberi, «decoro» e telecamere, ma con un presidio sociale permanente e un coordinamento tra Comune, AUSL e SerD, Prefettura, Questura e terzo settore. Lo abbiamo scritto in interrogazioni e comunicati, fino all'interrogazione n. 568 dell'aprile scorso, «due anni senza cambiamenti». E lo abbiamo sempre detto chiaramente: non chiediamo la chiusura del sottopasso (non la chiede neppure almeno una parte delle persone che hanno presentato gli esposti). Oggi, invece, la logica del cancello entra direttamente nel bilancio della Città.
C'è una contraddizione ancora più netta, ed è tutta interna alla maggioranza. Il 6 settembre 2024, con la deliberazione DG/2024/00376, la Giunta approvò all'unanimità un progetto di inclusione sociale proprio nel sottopasso delle Cure (lo spazio di book sharing pensato per accompagnare verso l'autonomia una persona senza dimora). Da una parte si dichiara interesse per l'inclusione; dall'altra, meno di due anni dopo, si stanziano soldi per interdire con cancellate lo stesso spazio. Delle due l'una: o si costruisce presenza sociale, o si mette una grata. Non si può fare finta di fare l'una mentre si finanzia l'altra.
Una dichiarazione in aula non cancella quei 105.000 euro: restano in bilancio. Per questo continueremo a chiedere che si scelga, e che si scelga bene. La sicurezza vera è quella sociale, non il cancello. Le Cure non hanno bisogno di essere chiuse: hanno bisogno di essere abitate, con un presidio che tenga insieme diritti, servizi di prossimità e dignità delle persone. La città è di chi la vive (anche di chi la vive ai margini)". (fdr)

