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Re-Imagine Peace. Luca Milani (Capogruppo PD): “Oggi è il tempo di unire, non di dividere”

Data:

10 Luglio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 31 secondi

Descrizione

“In un momento storico in cui la prevaricazione continua a mietere vittime innocenti e il dolore di Gaza, così come quello di tutte le persone colpite da ogni conflitto, interpella ogni coscienza, sorprende la scelta di criticare un’iniziativa che nasce con un unico obiettivo: costruire spazi di dialogo e di pace.

Si può discutere del programma, avanzare suggerimenti, proporre ulteriori contributi. È sempre legittimo. Ma è difficile comprendere la necessità di delegittimare un evento che riunisce donne e uomini impegnati ogni giorno nel dialogo, tra cui il Cardinale Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, una delle voci più autorevoli e coraggiose nel chiedere la fine della guerra, la liberazione dei prigionieri, la tutela della popolazione civile e una prospettiva di pace fondata sulla dignità ed il riconoscimento reciproco.

La domanda non dovrebbe essere come dividere chi prova a costruire ponti, ma come essere sempre di più, sempre di più dalla parte della pace.

Chi sostiene che manchino voci palestinesi dovrebbe sapere che il Festival ospita esperienze che raccontano il dolore e, insieme, la possibilità della riconciliazione. Penso a Bushra Awad e Robi Damelin del Parents Circle Families Forum, una palestinese e un’israeliana che hanno perso un figlio nel conflitto e che hanno scelto di trasformare il loro dolore in un impegno instancabile per la pace. Due donne che il Comune di Firenze ha insignito del Fiorino d’Oro e che domani mattina saranno protagoniste di un incontro alla Badia Fiorentina. Una importante testimonianza per comprendere che il perdono e la pace è possibile.

Firenze, nel solco dell’eredità di Giorgio La Pira, non ha mai pensato che il dialogo fosse alternativo alla giustizia. Al contrario, sa che una pace giusta richiede il riconoscimento dei diritti, della libertà e della dignità del popolo palestinese, così come della sicurezza del popolo israeliano. E sa anche che senza luoghi di incontro, di ascolto reciproco e di costruzione della fiducia, quella pace resterà soltanto una parola.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di tenere insieme le persone, non di dividerle. Di creare occasioni di confronto, non di screditarle. Perché ogni spazio in cui israeliani, palestinesi, credenti di diverse religioni e non credenti, cittadini e cittadine possano parlarsi è uno spazio sottratto all’odio.

La pace non si costruisce alzando nuovi muri. Si costruisce incontrandosi”. Queste le dichiarazioni del capogruppo PD Luca Milani. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

10/07/2026, 19:10

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