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Palagi (SPC): "Tar respinge 19 ricorsi sugli affitti brevi: ora servono coraggio e consequenzialità"

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"La norma regge, lo studio di Celata è in mano all'amministrazione da mesi: non ci sono più alibi per non andare oltre il centro storico"
Data:

14 Maggio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 48 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Il Tar della Toscana ha respinto oggi 19 ricorsi contro il regolamento comunale sulle locazioni turistiche brevi, richiamando la sentenza della Corte Costituzionale 186/2025 e la giurisprudenza europea: la protezione dell'ambiente urbano, degli obiettivi di politica sociale e culturale e del patrimonio storico-artistico costituiscono motivi imperativi di interesse generale che giustificano restrizioni alla libertà d'impresa. È una buona notizia.

È anche una notizia che ci troviamo ad accogliere dopo anni in cui abbiamo sostenuto — in Consiglio Comunale, nelle commissioni, nel dibattito pubblico — che regolare le locazioni turistiche brevi non fosse solo necessario, ma pienamente possibile sul piano giuridico. Per anni ci è stato risposto con cautela, con rinvii, con l'argomento implicito che il rischio di soccombere in giudizio sconsigliasse interventi più netti. Oggi quel ragionamento è definitivamente sconfitto.

Il percorso è stato lungo. Abbiamo votato a favore della prima delibera del 2023 pur indicandone i limiti (e accettando una dialettica che ci ha anche contestato per quell'apertura di credito); abbiamo registrato con preoccupazione come, dopo il blocco nel centro storico, in pochi mesi il numero di strutture nel resto della città fosse cresciuto di circa 900 unità. Nella discussione sul regolamento del maggio 2025, abbiamo ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno che chiedeva — tra le altre cose — l'individuazione di altre aree della città colpite dagli effetti negativi dell'overtourism, l'accesso pubblico ai dati e un tavolo con la Regione per norme più incisive. Le nostre idee sono state formalmente accolte, ma non hanno trovato applicazione.

L'Amministrazione ha commissionato al professor Filippo Celata — tra i principali studiosi del fenomeno a livello nazionale — un'analisi della concentrazione di locazioni brevi fuori dall'area Unesco. Quello studio è nella mani dell’Amministrazione da mesi, ma non è ancora stato reso pubblico né ha prodotto azioni conseguenti. Oggi non ci sono più alibi: la norma regge in giudizio e i dati sulla diffusione del fenomeno nelle periferie e nei Quartieri fuori dal centro sono sotto gli occhi di chiunque voglia guardare, e testimoniano l’urgenza di agire.

Chiediamo che lo studio Celata venga pubblicato integralmente e portato in Consiglio Comunale. Chiediamo che il regolamento venga esteso, sulla base di quell'analisi, alle zone della città dove la pressione turistica sta già producendo l’espulsione dei residenti. La sentenza di oggi non è un punto d'arrivo: è il passaggio che fa venire meno ogni alibi". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

14/05/2026, 14:50

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