Palagi (SPC): "Calamandrei senza acqua e con bagni chimici per cinquecento persone. La nostra denuncia di due anni fa"
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22 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Dal 16 maggio 2026 la residenza universitaria Calamandrei di viale Morgagni — la più grande struttura dell'ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana) a Firenze, con circa 500 posti letto — è rimasta senza acqua ai piani superiori a causa del guasto alle pompe idriche. La risposta è stata: dodici docce esterne e dodici bagni chimici in un parcheggio, uno ogni quaranta persone. Cinque giorni di emergenza igienico-sanitaria trattata come "disagio temporaneo". Non è una risposta adeguata: è la resa.
Questa crisi non è un incidente tecnico, ma la fotografia delle conseguenze di precise risposte politiche. Le realtà studentesche e sindacali lo denunciano da anni: i finanziamenti al diritto allo studio universitario vengono tagliati sistematicamente. Un edificio del 1974, mai ristrutturato in profondità, gestito con risorse decrescenti, non garantisce dignità abitativa. Lo stesso presidente dell'ARDSU ha dichiarato pubblicamente che l'edificio andrebbe demolito e ricostruito, per un investimento di 12-15 milioni di euro. Un bando in partenariato pubblico-privato è andato deserto: nessun privato ha ritenuto sufficientemente redditizia la struttura. Il mercato ha già risposto. La risposta è no.
Come Sinistra Progetto Comune abbiamo sollevato questi temi in campagna elettorale e li abbiamo riportati in Consiglio Comunale con atti formali: ricordiamo di aver raccolto le firme grazie all’invito di Mario Bufano, già cuoco e sindacalista, oggi in pensione ma sempre attivo.
Sul versante del mercato privato degli alloggi studenteschi abbiamo presentato nel maggio 2026 un'interrogazione al Sindaco che ha certificato posizioni debitorie TARI aperte per oltre 60.000 euro nei confronti di due gestori privati di studentati di lusso — ASAF-SICAF, riconducibile al fondo Ardian, e Campus X Srl, riconducibile al fondo Rockfield. Studentati che applicano canoni nella fascia alta del mercato fiorentino e non versano i tributi dovuti al Comune. Il paradosso è istruttivo, e lo esplicitiamo con una domanda: chi fa profitto sulla casa degli studenti non paga le tasse, chi garantisce il diritto allo studio pubblico non ha i fondi per mantenere le pompe dell'acqua?
Il Comune di Firenze non è uno spettatore di questa vicenda. Nel 2021, con determina dirigenziale n. 00467, ha approvato lo schema di convenzione con Regione Toscana, Università degli Studi di Firenze e ARDSU — un accordo che implica corresponsabilità nella governance delle strutture sul territorio comunale. Il 21 maggio 2026, mentre al Calamandrei si aspettava di fare la doccia in un parcheggio, il Comune deliberava ancora su spese condominiali relative a strutture ARDSU. Esiste un legame formale e finanziario. Esistono obblighi che discendono da quel legame.
Lunedì, con una domanda di attualità, chiederemo alla Giunta di chiarire quali impegni ha assunto nel quadro della convenzione del 2021; se esista un piano per garantire soluzioni abitative dignitose agli studenti del Calamandrei nell'attesa di una riqualificazione che non ha ancora una data; se intenda fare pressione sulla Regione Toscana per invertire la rotta dei tagli che stanno erodendo il diritto allo studio pubblico in Toscana.
La stessa Giunta che non trova risorse, o non le pretende dalla Regione, per mantenere agibili le residenze pubbliche per studentesse e studenti ha promosso e tollerato il proliferare di affitti brevi, la crescita inarrestabile della monocultura turistica, la progressiva espulsione di residenti e studenti dal mercato ordinario dell'affitto. Il Calamandrei è il volto di questa contraddizione: un edificio degradato che ospita chi non può permettersi il mercato libero, in una città che ha scelto il turismo prima delle persone. Il diritto allo studio non si difende con i bagni chimici. Si difende con investimenti pubblici seri, finanziamenti strutturali, e un'amministrazione che consideri gli studenti fuori sede parte della città — non un problema residuale da gestire nell'emergenza.
Vedremo cosa emergerà in Consiglio comunale". (fdr)

