Palagi (SPC): "Banca Ifis cede il comparto NPL: tuteliamo il polo fiorentino e circa 300 posti di lavoro"
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14 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 26 giugno 2026 Banca Ifis, istituto quotato in Borsa, ha annunciato l’avvio di un processo competitivo per vendere e deconsolidare il comparto dei crediti deteriorati, gli NPL. Nella stessa seduta il titolo ha perso quasi il 37 per cento. Ma dietro l’operazione finanziaria ci sono delle persone: secondo le organizzazioni sindacali oltre 400 lavoratrici e lavoratori in Italia, di cui circa 300 nel polo fiorentino, principale sede del gruppo per questa attività. Per anni quel comparto ha prodotto utili e valore. Oggi che quel mercato viene ritenuto meno strategico, non è accettabile che l’incertezza ricada su chi quel valore lo ha costruito.
Rischia di ripetersi uno schema noto: si privatizzano i profitti finché convengono e si scarica sul lavoro il costo della riorganizzazione.
FIRST-CISL, FISAC-CGIL e UILCA-UIL hanno appreso dell’operazione senza un confronto preventivo e chiedono di conoscerne il perimetro, il progetto industriale e le garanzie occupazionali, contrattuali e professionali. La forma giuridica non è un dettaglio tecnico: cambia le tutele. Se si cede il ramo d’azienda si applicano l’articolo 2112 del codice civile, che garantisce continuità del rapporto e anzianità, e l’esame congiunto con i sindacati previsto dall’articolo 47 della legge 428 del 1990. Se invece si cede l’intero pacchetto di partecipazioni della società che detiene il portafoglio, quelle tutele non scattano in automatico. E se il comparto esce dal perimetro bancario e dal contratto del credito, il personale rischia un declassamento contrattuale e la perdita del Fondo di Solidarietà di settore, la rete che protegge in caso di esuberi: un rischio che si concentrerebbe nei cinque-sette anni successivi, tanto più se (come indica la stampa specializzata) a rilevare il comparto fosse un fondo a vocazione speculativa.
A pagare sarebbero soprattutto persone sotto i 40 anni, che su quel lavoro hanno costruito un mutuo e una famiglia, e le lavoratrici e i lavoratori delle imprese fornitrici (portierato, pulizie, assistenza legale), i primi a essere lasciati fuori dal racconto.
Il Comune di Firenze non ha competenza diretta sulle scelte di un privato, ma ha il dovere di rappresentare gli interessi della propria comunità (articolo 3 del Testo Unico degli Enti Locali) e può attivarsi presso la Regione Toscana, titolare delle politiche del lavoro e delle crisi aziendali, e presso la Città Metropolitana.
Ad oggi non ci risulta che la Sindaca e la Giunta abbiano speso una parola su una vicenda che riguarda centinaia di famiglie fiorentine. Per questo depositiamo un’interrogazione e una mozione: chiediamo di sapere cosa intenda fare l’Amministrazione, di sollecitare un tavolo di salvaguardia con Regione e Città Metropolitana e di sostenere la richiesta sindacale di un confronto trasparente e preventivo, perché (qualunque sia la forma dell’operazione) la cessione non si traduca in declassamenti contrattuali, perdita degli ammortizzatori, tagli occupazionali o delocalizzazioni.
Su un patrimonio di professionalità e sulle persone che lo rendono possibile il Comune non può fare lo spettatore. Vogliamo risposte e confidiamo che la Commissione 9 possa approfondire prima della pausa estiva dei lavori di agosto". (fdr)

