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Mense scolatische, Del Re (Firenze Democratica): “Sei anni di annunci, che finiscono nel vuoto e nella perpetuazione di un appalto che pone molteplici dubbi”

Data:

19 Maggio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 41 secondi

Consiglio comunale
capogruppo firenze democratica

Descrizione

Queste le dichiarazioni della consigliera di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:

“Era il settembre 2021 quando ad un convegno della Cgil - che chiedeva il ritorno ad una gestione pubblica delle mense scolastiche - l’allora assessora alla scuola dichiarava che “per le mense scolastiche in futuro il Comune di Firenze metterà in atto la costituzione di una società partecipata ad hoc o l’ingresso in una società esistente, che ha bisogno di tempo per essere fatto bene, ma per il periodo ponte dovremo fare una nuova gara, perché l’appalto attuale finisce a dicembre”. Di tempo ne è passato da quel primo annuncio, quasi sei anni, ma non solo quel proposito non è stato fatto “bene” nonostante di tempo ne sia trascorso, ma non è stato proprio mai fatto. Oggi in commissione istruzione è stata messa la pietra tombale sul ritorno ad una gestione pubblica delle mense, che pure era parte del programma elettorale della sindaca, tanto che un’operatrice delle mense scolastiche guidava la lista del Pd e aveva aperto la sua campagna elettorale in sala rossa due anni fa.

Dopo aver appreso dai giornali nelle settimane scorse l’esito della relazione commissionata dal comune sulla fattibilità dell’internalizzazione delle mense, oggi in commissione 9 abbiamo avuto la conferma da parte della giunta di una “impossibilità tecnica” di una tale operazione per una questione di costi eccessivi che poi la Corte dei Conti altrimenti avrebbe evidenziato.

Alla domanda sul perché prima si sia annunciato (e anche scritto in un programma di mandato) di voler realizzare un “nuovo sistema di mense scolastiche, interamente a gestione pubblica”, e poi dopo sei anni di annunci e atti deliberativi di indirizzo si arrivi solo oggi a dire invece che quell’operazione non sia possibile, non ci è stata data praticamente risposta. La risposta del tecnico presente è stata “io sono qui da un anno e mezzo”, quella della giunta è stata “Todo cambia”, per parafrasare una nota canzone. Però per non dire che il tema gestione interamente pubblica delle mense fosse saltato, è tornato di nuovo fuori quel “ponte” del 2021, ovvero quella gara ponte che porterà direttamente la prossima amministrazione a decidere il da farsi su questo fronte. 

E sotto questo ponte cosa rimane? Restano i lavoratori e lavoratrici del settore e i pasti dei nostri bambini. “Tutti i punti della qualità del servizio resteranno invariati”, assicura la giunta e la presidente di commissione. Ma siamo sicuri che un bando di gara con 5,90 euro a pasto per bambino assicuri la qualità del servizio e del lavoro necessario per assicurarlo? Abbiamo chiesto quanto era il costo a pasto nel 2023, ci è stato risposto che era 5,20 euro: eppure nel mezzo ci sarebbe stata anche una delibera che per le nuove gare di appalto imponeva il rispetto di un salario minimo. E con l’aumento di tutti i costi esplosi in questi ultimi anni, dall’energia al trasporto ai costi della materie prime, a rimetterci non può che essere la qualità del lavoro e del servizio.
Ci sono infatti arrivate molte segnalazioni al riguardo, su entrambi i fronti della qualità rivendicata dalla giunta (dal lavoro ai pasti). Anche se per questo mandato quindi non si parlerà più di internalizzazione delle mense, continueremo a monitorare questo tema, troppo importante per i nostri bambini e per i lavoratori e le lavoratrici del settore per essere attenzionato solo nel momento elettorale”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

19/05/2026, 19:07

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