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Graziani (Presidente Commissione VI): “Con gli ultimi progetti del Genio Civile aumento significativo della sicurezza idraulica a Firenze”

Data:

9 Luglio 2026

Tempo di lettura:

1 minuto, 59 secondi

Consiglio comunale
presidente commissione ambiente, vivibilità urbana e mobilità

Descrizione

Si è tenuta oggi l'audizione dell’ingegner Francesco Piani, della Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile (Settore Genio Civile Valdarno Superiore), presso la Commissione Ambiente, vivibilità urbana e mobilità. Al centro dell'incontro, l'approfondimento degli interventi di sicurezza idraulica realizzati negli ultimi anni nel territorio fiorentino e non solo.
Il principale progetto per il tratto fiorentino, finanziato con 14 milioni di euro di fondi PNRR e oggi completamente ultimato, integra soluzioni fisse (come l’innalzamento delle spallette), soluzioni ibride (tra cui barriere di contenimento e paratie chiudibili) e misure preventive (come i panconi da montare in caso di allerta). I lavori sono stati condotti in stretta collaborazione con la Direzione Ambiente del Comune di Firenze.

Queste azioni rientrano in una programmazione e progettazione integrata che, insieme all’Autorità di Distretto e al Consorzio di Bonifica, ha l’obiettivo di mitigare il più possibile il rischio di eventi alluvionali non solo a Firenze, ma su tutto il corso dell’Arno, includendo vari interventi nel Valdarno, in parte già realizzati.

"Ringraziamo l’ingegner Piani per averci illustrato un quadro completo degli interventi che ci restituisce una condizione di sicurezza notevolmente migliorata", dichiara il presidente della Commissione, Graziani. "Le opere realizzate consentono una portata che il fiume Arno può far fluire in sicurezza nel tratto fiorentino dai precedenti 2000-2500 mc/s fino a 3500 mc/s. È bene ricordare che in regime ordinario si parla di non più di poche decine di metri cubi al secondo".

“Gli spunti ricevuti sono stati molti", conclude Graziani. "Ci tengo a sottolineare come, sempre di più, a queste opere si debba accompagnare la gestione del rischio residuo. Questa attività coinvolge direttamente la cittadinanza attraverso la previsione, la formazione sui comportamenti da tenere e il ruolo cardine della protezione civile. Un approccio che diventa sempre più fondamentale, a causa dell’intensificarsi degli eventi estremi causati dal cambiamento climatico”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

09/07/2026, 16:39

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