Salta al contenuto principale Skip to footer content

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Giulia Marmo (SPC Quartiere 4) e Thomas Maerten (SPC Quartiere 5): “Case Le Quinte: 161 famiglie a rischio, il Comune fermi la speculazione su case finanziate con soldi pubblici”

Dettagli

“Assemblea ieri sera tra le case di via Niccolò da Tolentino, dopo l’incontro del mattino tra Comune e Comitato dei nuclei assegnatari”
Data:

15 Luglio 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 29 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 4
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, di Giulia Marmo di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 4 e di Thomas Maerten do Sinistra Progetto Comune al Quartiere 5

“La società Le Quinte ha costruito 161 alloggi in tre aree della città, usufruendo di un contributo pubblico fino al 45% del costo di costruzione: 114 in via Niccolò da Tolentino (42 al civico 23 e 72 al civico 92), 24 in via di Scandicci e 23 in via Alberto Arnoldi. I finanziamenti arrivavano dal programma sperimentale statale “ventimila alloggi in affitto” (2001); l’accordo, sancito dalle convenzioni del 24 e 25 ottobre 2005 con il Comune e cofinanziato dalla Regione Toscana, era chiaro: vincolo permanente di canone concordato, a tutela delle cosiddette fasce grigie.

Il fallimento di questa realtà è una storia nota da tempo: le aste sono andate ripetutamente deserte, perché il mercato privato non compra immobili gravati da un vincolo permanente. Poi le cose sono cambiate. Il blocco di via di Scandicci (24 alloggi) è stato il primo a essere venduto, aggiudicato già il 23 aprile 2026. Per gli altri immobili (i 137 alloggi di via Niccolò da Tolentino e via Arnoldi, messi in vendita in blocco a partire da un’offerta irrevocabile di 4.500.000 euro, circa 33.000 euro ad alloggio) la procedura si è chiusa a fine giugno: sarebbero arrivate più offerte, con oltre una ventina di rilanci.

Perché il pubblico non ha esercitato il diritto di prelazione, acquisendo direttamente edifici su cui ha già speso risorse pubbliche in parte importante? A questa domanda il centrosinistra non ha mai voluto rispondere: lo dimostra la nostra mozione per l’acquisizione pubblica, bloccata in commissione “per approfondimenti” dal 14 novembre 2025, evidentemente per l’imbarazzo della maggioranza. E lo conferma l’accesso agli atti che abbiamo ottenuto: i nulla osta con cui il Comune ha sbloccato le vendite sono stati firmati il 14 agosto 2024 (Scandicci e Arnoldi, quasi due anni prima dell’asta) e il 28 luglio 2025 (Tolentino), senza mai passare dal Consiglio comunale. In quelle istruttorie, nero su bianco, del diritto di prelazione (previsto dalle convenzioni in favore delle persone conduttrici e, in subordine, del Comune) non c’è traccia: non è mai stato né valutato né istruito.

Particolarmente inaccettabile è il silenzio che si respira dalle parti di Palazzo Vecchio: è già successo in risposta a un nostro question time e, per quanto ci risulta, è andata così anche ieri mattina, all’incontro tra Comune e Comitato dei nuclei assegnatari, Unione Inquilini e SUNIA.

Ce lo hanno raccontato nell’assemblea pubblica di ieri sera. Non c’è chiarezza su chi si sia fatto avanti né su quale sia la strategia del Comune di fronte all’incognita che pesa su questa torrida estate: un ricorso al TAR Toscana della curatela fallimentare (R.G. 472/2023), che in sintesi punta a far cadere il canone vincolato perpetuo, ritenuto un limite al valore di vendita delle case all’asta. Chi acquista subentra automaticamente in quel ricorso. Ed è lì che si decide tutto: finché il TAR non si pronuncia il vincolo regge )il Comune lo ha difeso nel 2023, costituendosi in giudizio) ma oggi nessuno può garantire come andrà a finire.

La politica non può lasciare decidere ai tribunali, né confidare che il mercato trovi da sé soluzioni eque, vista la sistematica espulsione di residenza dalla città e dai comuni limitrofi.

Come è stato detto ieri sera, la Sindaca e la Giunta sono sedute su una vera e propria bomba sociale, che rischia di esplodere. E il tempo non gioca a favore: il Comune ha ancora in mano una leva, il nulla osta al subentro dell’aggiudicatario, da rilasciare entro 60 giorni dall’aggiudicazione. Sono giorni che stanno già scorrendo. A questo si aggiungono le prime scadenze contrattuali: da gennaio 2027 per Tolentino e con l’intero blocco di via Arnoldi al 30 aprile 2027.

Ricordiamo che non un euro viene investito per nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, mentre tutte le strategie di indebitamento si rivolgono alle fasce grigie e all’Edilizia Residenziale Sociale: il caso Le Quinte rischia di dimostrare quanto tutto questo sia fragile senza un intervento diretto delle amministrazioni. È il paradosso di sempre: il pubblico ha finanziato fino al 45% della costruzione, il privato ha incassato per vent’anni i canoni e oggi quegli alloggi vengono rivenduti in blocco a circa 33.000 euro l’uno, contro un costo storico tra i 100.000 e i 150.000. A quelle cifre l’acquisizione pubblica non sarebbe un onere, ma un’opportunità: l’unico soggetto per cui quel vincolo non è un problema è il pubblico, che non cerca profitto sull’affitto ma garantisce il diritto alla casa.

Nel pieno rispetto dell’autonomia del Comitato e dei sindacati, pretendiamo che il Comune non perda tempo: ad agosto le sedute del Consiglio comunale si fermano, e vogliamo chiarezza prima della fine di luglio. Non basta dire di stare dalla parte delle famiglie colpite da questa incertezza: occorre agire concretamente e subito”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

15/07/2026, 11:32

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri