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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Docce e marginalità: il Comune non ha luoghi propri, mentre il servizio resta incerto”

Dettagli

“Nel 2025 la Giunta ci aveva promesso di potenziare ed estendere il servizio. E a Sant’Agostino i bagni pubblici comunali, chiusi da dieci anni, non tornano”
Data:

7 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 20 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune

“Sinistra Progetto Comune ha depositato un’interrogazione alla Sindaca e alla Giunta sul servizio docce per le persone in condizione di svantaggio e marginalità sociale, dopo l'ultimo atto con cui il Comune ne ha ridefinito la gestione per i prossimi due anni e mezzo.

Con la determinazione dirigenziale 2026/05114, la Direzione Servizi Sociali ha approvato uno schema di accordo di partenariato con un ente del Terzo Settore per gestire il servizio dal 3 luglio 2026 al 31 dicembre 2028, per una spesa massima di 262.500 euro a titolo di rimborso spese, all'esito di una co-progettazione ai sensi dell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore. È lo strumento partecipato che come gruppo chiediamo da tempo per i servizi alla marginalità: il problema è come è stato usato.

Il primo percorso di co-progettazione è andato deserto: entro il termine del 22 aprile 2026 non è arrivata nessuna proposta. Il secondo avviso ne ha raccolta una sola, quella del gestore uscente, valutata dal solo Responsabile del procedimento. Nel mezzo, il servizio è stato coperto con l'ennesima proroga-ponte allo stesso ente. Una procedura che nella forma è aperta e concorrenziale, ma che nella sostanza conferma l'affidatario di sempre, anche perché i requisiti, cioè mettere a disposizione locali già attrezzati con docce e spogliatoi, restringono la platea a chi quel servizio già lo svolge.

Il punto non è l’ente gestore, che da anni supplisce a un bisogno reale. Il punto è che un servizio di prima necessità, di cui il Comune è titolare, si regge interamente sui locali privati di un unico soggetto (in via delle Mimose, in via del Fosso Macinante e alle Cascine del Riccio) con manutenzione, utenze e spese a carico del gestore. Il Comune non dispone di una propria infrastruttura pubblica dedicata all'igiene delle persone che vivono in strada.

Non è una novità che arriva a freddo. Rispondendo a una nostra interrogazione nel marzo 2025, la Giunta aveva dichiarato che «è intendimento dell’Amministrazione comunale potenziare il servizio docce, per le persone senza dimora presenti sul territorio comunale, estendendolo anche in altre zone della città». A quindici mesi di distanza, quel potenziamento si è tradotto in un affidamento allo stesso ente, su strutture private, uscito da una co-progettazione prima deserta e poi con un solo candidato e nessuna sede pubblica recuperata. La copertura economica per il 2027 e il 2028 è iscritta con la riserva esplicita che potrà essere variata «su finanziamenti esterni adeguati»: non è nemmeno del tutto garantita o certa.

Che la Città possa dotarsi di spazi propri non è un'astrazione: li ha avuti. In via Sant’Agostino, in Oltrarno, esistevano i bagni pubblici comunali, realizzati a inizio Novecento dalla Cooperativa Popolare Muratori, Manovali e Sterratori e chiusi nel 2016. Come denunciammo già nel gennaio 2020, l'immobile è stato poi concesso in locazione a canone agevolato a un ente, senza che il Comune chiedesse di mantenervi docce e bagni per le persone senza dimora. Al loro posto, spazi per attività sociali. L’arco è questo: la Città aveva docce pubbliche proprie, le ha lasciate chiudere, non le ha vincolate cedendo l'immobile, e oggi affida tutto a un privato. Nel frattempo, il censimento ISTAT e fio.PSD del gennaio 2026 conta a Firenze 410 persone senza dimora, il 59 per cento delle quali vive in strada.

Poter fare una doccia e usare un bagno è una questione di dignità, non un favore. Il Comune è titolare di questo servizio, ma ha scelto di non avere più spazi propri: dipende in tutto e per tutto dalla disponibilità di un unico ente, che ringraziamo per quello che fa e che proprio per questo non dovrebbe restare da solo. Servono programmazione pluriennale e spazi pubblici, non proroghe di anno in anno in assenza di una visione politica chiara”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

07/07/2026, 12:18

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