Del Re (Firenze Democratica): “Studentati, lo studentato di viale Lavagnini presenta la comunicazione per attività ricettiva entro il 30 aprile, e la proroga che nessuno ha deliberato è servita”
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9 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
“Dopo la proroga al 30.04 data dalla giunta a mezzo stampa, ci sono state date, in risposta ad un nostro accesso agli atti, le comunicazioni inviate all’amministrazione per svolgere i 60 giorni di attività ricettiva. Avevamo chiesto notizie in merito anche alla Giunta con una interrogazione scritta, ma giace senza risposta con termini scaduti.
Una proroga, lo ribadiamo, che per noi è illegittima, non solo perché è stata annunciata oltre il termine scaduto, ma perché non è stata deliberata dal consiglio comunale ed è stata motivata dalla giunta col fatto che “siccome era una norma nuova e gli studentati ancora non la conoscevano”, gli avrebbero concesso una proroga per svolgere questo adempimento. Il basilare principio per cui l’ignoranza della legge non si scusa evidentemente non vale per tutti. Ed è un atteggiamento palesemente in contrasto con gli annunci di controlli e linea dura degli ultimi giorni.
Questa proroga venne data a inizio aprile dalla giunta quando, come gruppo, facemmo emergere che nessuno studentato aveva comunicato alcunché entro il termine del 31.01, sebbene diversi studentati fossero comunque già presenti sui portali con un’offerta continuativa di camere per turisti.
Dalla risposta avuta su quali siano le strutture che si sono avvalse della proroga data dalla Giunta, ci è arrivata la comunicazione inoltrata il 27 aprile 2026 dallo studentato di Viale Spartaco Lavagnini, che offre già infatti camere online per il periodo indicato; e poi ci è stato riferito che un’altra struttura - quella sita in viale della Toscana - avrebbe presentato una scia per attività turistica temporanea, che però era la medesima scia dello scorso anno, e quindi è stata respinta essendo necessario ogni anno presentare una scia nuova.
Abbiamo altresì appreso dal nostro accesso agli atti che nel 2025 erano stati 4 gli studentati privati che avevano presentato nel corso dello scorso anno una scia per attività turistica; se andiamo oggi online, troviamo però ancora tutte e 4 queste strutture presenti sui portali di offerta di camere, classificate come “hotel”, sebbene non abbiano presentato quest’anno alcuna scia. Unica differenza è che negli annunci online si viene invitati a chiamare per prenotare una camera, senza possibilità di prenotazione online; e con la novità, poi, quest’anno, come hanno pure dichiarato ai quotidiani, che offrono da maggio a settembre camere a chi si dichiara studente, anche se però si trova a Firenze non per motivi di studio ma per mero soggiorno turistico. Quella, allora, è attività turistica (assimilabile all’attività di ostello) e non di studentato, perché gli studentati accolgono studenti che vengono in città per ragioni di studio, e quindi vi si trattengono per un periodo di tempo superiore alle 2/3 notti.
Insomma, c’è chi ha perso il termine ed è stato rimesso in termini, e c’è chi ha preferito trovare il modo di eludere le nuove norme.
Questo succede quando si scrivono norme non immediatamente verificabili da tutti, e norme che non restituiscono in termini di compensazione sociale alla città ciò che potrebbero come quelle vigenti sulle “camere scontate”: nel poc adottato, infatti, non solo la norma sulla finestra turistica era facilmente e chiaramente verificabile da tutti (ovvero c’era la possibilità di un controllo anche sociale del cittadino), ma anche la norma sulle camere calmierate poneva l’obbligo di metterle a disposizione dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, che quindi poteva non solo verificare facilmente il rispetto di quest’obbligo, ma poteva applicare canoni davvero calmierati (200/300 al mese) per i nostri studenti universitari fuori sede bisognosi di un alloggio, ampliando così le camere a loro disposizione.
Norme che il precedente sindaco e giunta, e l’attuale sindaca e giunta, accogliendo le osservazioni al poc pervenute da parte degli studentati, hanno poi voluto cambiare in fase di approvazione del poc per arrivare alla situazione attuale.
Di fronte, quindi, ad una proroga per noi illegittima, all’omessa irrogazione di sanzioni, e allo svolgimento di attività turistica da parte di alcune di queste strutture senza titolo, riteniamo ci siano gli estremi per una segnalazione alle autorità competenti. Si tratta di una disparità di trattamento inaccettabile perché al cittadino l’ignoranza di un termine non viene certamente scusata, e rappresenta un grave precedente, su cui è doveroso non soprassedere”. (s.spa.)

