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Del Re (Firenze Democratica): “Montedomini, dagli accessi agli atti ancora risposte parziali, tra dati che non tornano e numeri singolari come rialzi di 1 euro sulla base d’asta e una sola offerta presentata”

Data:

18 Settembre 2026

Tempo di lettura:

7 minuti, 12 secondi

Consiglio comunale
capogruppo firenze democratica

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica in consiglio comunale:

 

“Con istanza di accesso agli atti, avevamo chiesto copia di tutti i contratti stipulati dall’ASP Montedomini per immobili locati con finalità turistica, sia nella forma della locazione turistica breve sia in altra forma (ovvero quella dell'attività ricettiva extra-alberghiera). In aula, il 4 Settembre scorso, la sindaca Funaro aveva raccontato di come l’ASP avesse locato “un totale di 30 immobili per attività di tipo turistico, di cui 11 mediante affitti turistici brevi”. Orbene, dalla risposta pervenuta dall’accesso agli atti, ci sono stati inviati solo 7 contratti (stipulati tra il Marzo 2023 e l'Agosto 2025), che si riferiscono ad un totale di 20 immobili. Abbiamo allora formulato richiesta di integrazione, per avere copia dei contratti relativi agli ulteriori 10 immobili locati per attività di tipo turistico, anche se ci pare singolare aver atteso oltre un mese e mezzo per avere 7 files pdf che immaginiamo l’ASP dovesse avere già agli atti e catalogato all’interno dei contratti di locazione stipulati dall’ente. Di sicuro, ad esempio, mancano i contratti per gli immobili di via Faenza 44, e per quello di via Magenta 18, che risultano essere stati stipulati dall'ASP Montedomini (come risulta da verbali di commissione, richieste di parere) e che sui portali online promuovono attività di tipo turistico.

Avevamo altresì chiesto anche di avere copia dei contratti di locazione per attività commerciali, ed ancor qui ci sono arrivati solo 6 contratti, quando la Sindaca in aula ha invece riferito di 30 immobili di proprietà di Montedomini locati per uso commerciale/artigianale, e dalla visura dell’elenco degli immobili di proprietà di Montedomini ci risulterebbero infatti tra questi anche altri immobili locati ad uso commerciale in centro storico. Abbiamo, dunque, anche su questo punto chiesto chiarimenti e integrazioni, facendo riferimenti ad altri dati che erano stati forniti al consiglio.

 

I numeri di Montedomini sembrano in ogni caso essere “ballerini”.

Sul sito dell’ente, l’ultimo dato disponibile sul patrimonio immobiliare risale al 31 gennaio 2023, e riporta il numero di 236 unità immobiliari, tra abitazioni e fondi commerciali. Il presidente di Montedomini, però, nella conferenza stampa del 23 luglio scorso, ha parlato di 232 unità immobiliari di proprietà di Montedomini, e questo dato è stato confermato poi dalla sindaca nel consiglio comunale del 4 settembre. Da un accesso agli atti del consigliere Palagi, però, il numero attuale di immobili di proprietà di Montedomini indicato sarebbe di 216 immobili e non di 232. Come si spiegano queste discrepanze? Presenteremo una interrogazione alla Giunta per avere contezza dei numeri esatti, e pronti ad ascoltare le risposte dell’ASP Montedomini in commissione quando sarà nuovamente invitata.

 

Non ci è stato poi fornito il parere reso dal legale incaricato con determina da Montedomini di renderlo per questioni inerenti alla gestione dei contratti di locazione di via Guelfa 83 e via Faenza 44 (per un totale di 3.000 euro): prima ci è stato risposto che la richiesta che avevamo fatto riportava il numero 81 di via Guelfa e non 83, e per quello non ci erano stati forniti gli atti; poi, dopo nostra rettifica sul numero, ci è stato risposto che il parere legale è stato reso in forma orale, e ciò sebbene la determina parlasse di “redazione di un parere legale” in merito (per quel che concerne via Guelfa 83) alla “restituzione di una consistente somma di denaro versata alla proprietà (Montedomini) in fase di partecipazione al bando dal conduttore” (la Siamo srl).

 

Entrando nel merito dei contratti di locazione per finalità turistica, si tratta di contratti stipulati tra il Marzo 2023 e l’Agosto 2025, tutti per una durata di 20 o 22 anni (con formule 16+4 o 18+4), per 20 immobili distribuiti presso 6 diversi indirizzi, ovvero via Guelfa 77, via Guelfa 81, via Guelfa 83, via Faenza 38, via dell’Albero 10, Piazza San Giovanni 1. In due casi, non viene richiesto al conduttore nessun lavoro di ristrutturazione, negli altri cinque casi i lavori vengono scomputati dal canone mensile. Si tratta di canoni che vanno dai 710,00 euro al mese a immobile, ad un massimo di 1.110,00 euro a immobile. Come già era emerso dalla lettura dei primi contratti che avevamo letto perché trascritti (e quindi accessibili a tutti), in diversi casi si tratta di società neo-costituite, e in pressoché tutti i casi, come risulta dai verbali delle commissioni, c’è stata una sola offerta presentata per il bando con rialzi minimi rispetto alla base d'asta. Per via Faenza 38 - che era l’immobile che prima ospitava una famiglia in situazione di emergenza abitativa - l’unica offerta presentata era superiore alla base d'asta di 1,56 euro, e nel contratto viene espressamente scritto che “la finalità turistica della locazione rappresenta motivo essenziale” della stipula del contratto, ragion per cui se per qualsivoglia “normativa statale o locale” il conduttore non potesse più svolgere detta attività allora sarebbe libero di “chiedere la risoluzione del contratto”. E quel contratto è stato stipulato in data 23 ottobre 2023, ovvero quando la variante urbanistica che ha introdotto il primo “blocco” era già in vigore, essendo stata adottata il 2 ottobre 2023.

 

Infine, dalla lettura dei verbali del cda degli ultimi anni, emerge come le questioni patrimoniali fossero assolutamente predominanti negli ordini del giorno del cda, e di come quindi tutta la parte socio-sanitaria fosse in carico all’attività costante del personale dipendente o in appalto. Sempre dalla lettura dei verbali del cda emerge come vi fosse apprezzamento per il lavoro svolto dal Direttore generale, tanto da riconoscergli sempre il premio nella misura massima dell’indennità possibile; anche l’attuale cda, apprezzando il lavoro svolto dal direttore generale, gli riconosceva il premio nella misura massima, dopo che era stato sempre questo cda ad averlo rinominato in tale ruolo poco più di un anno fa a seguito dell’avviso per quel posto bandito a inizio 2025. Della commissione nominata dal cda per valutare le diverse domande pervenute per ricoprire il ruolo di Direttore Generale facevano parte l’attuale direttore delle partecipate e l’attuale direttore dei servizi sociali del comune di Firenze, entrambi nominati in tali ruoli ex art 110 del Tuel, ovvero di nomina fiduciaria della Sindaca perché esterni all’ente (così come di nomina della sindaca erano stati 4 membri su 5 del cda di Montedomini).


La commissione d’inchiesta richiesta e firmata da tutti i gruppi di minoranza avrebbe aiutato a verificare meglio il ruolo di indirizzo e vigilanza del comune, ed anche come era stato gestito il patrimonio dell’ASP, ma la bocciatura da parte della maggioranza risponde all’esigenza di cercare di annebbiare una vicenda politicamente imbarazzante e grave da ogni punto di vista”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

18/09/2026, 14:48

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