Dehors, Palagi (SPC): "L'estate 2026 sarà ancora del vecchio regolamento. Voteremo contro"
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18 Maggio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"La Giunta Funaro porta in Consiglio una modifica al Regolamento Dehors approvato lo scorso gennaio: sposta dal 30 aprile al 31 agosto 2026 il termine entro cui i concessionari devono adeguarsi alle nuove regole, e amplia l'elenco dei soggetti legittimati a chiedere il dehors aggiungendo musei accreditati e — questo è il punto più delicato — i chioschi. Sinistra Progetto Comune ha presentato quattro emendamenti e tre ordini del giorno collegati, annunciando il voto contrario.
L'effetto pratico della proroga è chiaro: tutta l'alta stagione turistica 2026 — giugno, luglio e agosto, i mesi in cui la pressione sullo spazio pubblico nel Nucleo Storico UNESCO raggiunge il picco — sarà gestita ancora con il vecchio regolamento, quello che il nuovo testo voleva superare. La motivazione della Giunta cita due interlocutori soltanto: le associazioni di categoria e l'Ordine dei Geometri. Nessuna traccia, nell'istruttoria, di un'interlocuzione con i Consigli di Quartiere, con le associazioni della residenza, con i comitati attivi sulla qualità dello spazio pubblico, con le associazioni di tutela delle persone con disabilità. Una sola voce ascoltata, un solo interesse rappresentato.
L'allargamento della platea è il secondo elemento problematico. I chioschi sono già occupazioni stabili di suolo pubblico: hanno una concessione che occupa permanentemente lo spazio comune. Permettere allo stesso operatore di sommarvi un dehors significa autorizzare una doppia occupazione, una moltiplicazione della superficie pubblica trasferita a uso commerciale privato. Sui musei, l'estensione apre la strada a operazioni di somministrazione in spazi e piazze che il regolamento aveva volutamente protetto.
I quattro emendamenti intervenivano tutti sulle parti effettivamente modificate dalla delibera. Il primo riduceva la proroga al 30 giugno, lasciando comunque due mesi in più rispetto al termine originario ed evitando di consegnare al regime previgente la parte centrale dell'estate. Il secondo subordinava la proroga al rispetto delle clausole sociali, contributive e tributarie già previste dal regolamento — applicazione integrale del CCNL del settore, DURC, antimafia, regolarità del canone — con una clausola di salvaguardia: chi sana le violazioni nei termini fissati dall'Ispettorato del lavoro ai sensi del D.Lgs. 124/2004 conserva la concessione, evitando automatismi punitivi. Il terzo introduceva un tetto di 12 metri quadrati come somma di chiosco e dehors, impedendo la doppia occupazione. Il quarto escludeva i musei dalle piazze di particolare pregio e dalle strade già individuate dal regolamento come non concedibili. Su tutti la maggioranza ha annunciato il suo voto contrario.
Accanto agli emendamenti abbiamo presentato tre ordini del giorno collegati. Il primo chiede trasparenza piena: pubblicazione geolocalizzata e in formato aperto di tutte le istanze pervenute e delle concessioni rilasciate, relazione semestrale al Consiglio. Il secondo introduce un parere obbligatorio dei Consigli di Quartiere nell'istruttoria delle concessioni in Zona A e un protocollo di verifica dell'accessibilità per le persone con disabilità. Il terzo chiede di destinare il maggior gettito del canone a un fondo di rigenerazione dello spazio pubblico e di studiare una premialità tariffaria per gli operatori che applichino integralmente il CCNL del settore.
Abbiamo offerto alla maggioranza un terreno di mediazione concreto, perché si accetti l'idea che serve un modo radicalmente diverso di intendere il suolo pubblico, mettendo al centro una cittadinanza che spesso si sente abbandonata o senza reale ascolto". (fdr)

