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Commissione Affari Istituzionali, avviato il confronto sulla norme relative alle interrogazioni consiliari

Dettagli

Il presidente Lorenzo Masi: «L’obiettivo è garantire tempi certi di risposta e rafforzare l’efficacia degli strumenti di sindacato ispettivo»
Data:

9 Luglio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 7 secondi

Consiglio comunale
presidente commissione affari istituzionali

Descrizione

La Commissione Affari Istituzionali del Comune di Firenze ha avviato oggi un approfondimento sul funzionamento delle interrogazioni consiliari, con particolare riferimento alle modalità e ai tempi di risposta previsti dal Regolamento del Consiglio comunale.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di verificare se l’attuale disciplina possa essere ulteriormente perfezionata alla luce delle criticità emerse nella prassi applicativa. Il Regolamento prevede infatti che il Sindaco o l’Assessore competente rispondano entro trenta giorni, o entro dieci giorni in caso di interrogazioni urgenti, consentendo anche che la risposta sia resa direttamente in Consiglio comunale anziché in forma scritta. Proprio quest’ultima modalità, in alcune circostanze, ha determinato rinvii che hanno comportato tempi di attesa particolarmente lunghi.

«L’obiettivo del confronto – dichiara il presidente della Commissione Affari Istituzionali Lorenzo Masi – non è modificare l’impianto del Regolamento, che già contiene garanzie importanti, ma valutare eventuali correttivi che consentano di assicurare maggiore certezza nei tempi di risposta, preservando al tempo stesso il confronto politico in Aula e le prerogative della Giunta.»

Nel corso della seduta sono stati condivisi alcuni modelli adottati da altri Comuni italiani, dai quali sono emersi possibili spunti di riflessione per l’eventuale aggiornamento della disciplina vigente.

Tra le ipotesi illustrate figurano l’iscrizione automatica dell’interrogazione alla prima seduta utile in caso di mancata risposta, la previsione di una risposta scritta qualora quella in Aula non venga resa entro un termine massimo e l’introduzione di un report periodico sullo stato delle interrogazioni, con dati relativi ai tempi di risposta, agli atti pendenti e all’andamento dei singoli assessorati.

«La proposta del report periodico – conclude Masi – rappresenta uno strumento di trasparenza e di monitoraggio dell’attività istituzionale. Consentirebbe al Consiglio comunale di verificare periodicamente l’attuazione delle disposizioni regolamentari, favorendo una più efficace organizzazione dell’attività amministrativa e un pieno esercizio della funzione di controllo attribuita ai consiglieri.»

L’approfondimento proseguirà con altre sedute della Commissione. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

09/07/2026, 17:07

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