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Buongiorno Empoli e SPC: "Presidio dei Cobas Alia Plures sotto Palazzo Vecchio: delegazione ricevuta, i Comuni agiscano"

Dettagli

Masi e Palagi: "A pagare turni imposti all’ultimo, carichi insostenibili e appalti al ribasso sono le lavoratrici e i lavoratori della raccolta rifiuti: è tema politico non solo aziendale"
Data:

9 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 28 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Leonardo Masi – Buongiorno Empoli e Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

"Questa mattina, nella giornata di sciopero proclamato in modo unitario da più organizzazioni sindacali, alcune decine di lavoratrici e lavoratori di Alia Plures erano presenti sotto Palazzo Vecchio, a un presidio organizzato dai Cobas sotto Palazzo Vecchio. Eravamo lì, al loro fianco. E durante il presidio abbiamo preso atto di un primo risultato concreto ottenuto: una delegazione è stata ricevuta in Palazzo Vecchio dall’Assessore con delega al Lavoro Dario Danti e dal Presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione.
Non era scontato, ed è bene che sia accaduto. Ma l’ascolto è un inizio, non un punto d’arrivo.

Le condizioni denunciate sono note: turni comunicati all’ultimo momento, con una programmazione saltata da mesi anche a causa di una digitalizzazione dai costi opachi; carichi di lavoro non omogenei, in particolare sul porta a porta; buoni pasto riconosciuti ad alcuni e non ad altri; il rispetto tassativo del protocollo caldo, che in queste settimane è tutt’altro che un dettaglio; ordini di servizio unilaterali che incidono su Legge 104, part-time e congedi. Non sono rivendicazioni astratte: è la descrizione quotidiana di un lavoro che non rispetta la dignità di chi lo svolge.

A questo si aggiunge quanto accade nell’Empolese Valdelsa, dove la ripresa in gestione dell’appalto del porta a porta (prima affidato a due cooperative) è avvenuta senza risorse e senza una formazione adeguata del personale. Il risultato lo vedono cittadine e cittadini: rifiuti non ritirati e una tariffa che continua a salire. Quando un servizio pubblico essenziale viene riorganizzato scaricando i costi sulle spalle di chi sta più in basso nella gerarchia aziendale, il problema smette di essere «interno» e diventa politico: gli appalti al ribasso e l’esternalizzazione non fanno sparire il lavoro necessario, lo rendono soltanto più povero e più ricattabile. Si sono già verificati episodi di aggressione da parte dell'utenza esasperata per i problemi vissuti, come avviene anche in ambito sanitario e del trasporto pubblico locale (ma in generale si può estendere a chiunque lavora al pubblico, in una società dove i servizi sono sempre più smantellati dal sistema politico).

È qui il punto che ripetiamo da mesi, dati di bilancio alla mano: Alia Plures è una multiutility interamente pubblica, ma organizzata in forma privatistica, con poteri accentrati in strutture manageriali sottratte al controllo democratico. Una dirigenza che non risponde direttamente né a chi lavora né alle assemblee elette rischia di orientare le proprie scelte su logiche di risparmio incompatibili con la natura pubblica del servizio. E Firenze non è un socio qualsiasi: è il primo azionista, con il 36,8% del capitale. Non può limitarsi a esprimere «fiducia negli organi di amministrazione e controllo» mentre nelle case arriva il bollettino della tariffa rifiuti (TARI a Firenze, TARIC in alcuni territori dell'Empolese) con aumenti che non risultano destinati a migliorare né il servizio né le condizioni di chi lo garantisce.

Lo scriviamo nel giorno in cui, in tutta la Toscana, si è tenuto anche lo sciopero regionale dell’industria e del manifatturiero promosso da CGIL, CISL e UIL. È lo stesso mondo del lavoro che paga il prezzo di una crisi strutturale a cui, finora, si è risposto sostenendo le proprietà delle aziende senza vincolare le risorse pubbliche agli investimenti produttivi e alla tutela dell’occupazione. Chi sta in basso paga sempre di più; chi sta in alto, sempre di meno.

Per questo l’audizione di oggi non ci basta come gesto simbolico. Chiediamo che la Sindaca e la Giunta esercitino fino in fondo il ruolo di Firenze come socia di riferimento, in accordo con Empoli e gli altri soci: che portino la vertenza in Consiglio comunale, che richiamino la dirigenza al rispetto dei diritti di chi lavora, che leghino ogni scelta sulla tariffa alla qualità del servizio e alla dignità del lavoro. Chi difende le lavoratrici e i lavoratori difende anche le cittadine e i cittadini". (fdr)

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cobas
Ultimo aggiornamento:

09/07/2026, 15:11

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