Piano Integrato di salute 2026. L’assessore Paulesu: “Un documento programmatico per un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità, fondato sulla collaborazione istituzionale e attento alla tutela dei più fragili”
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Oggi la comunicazione in Consiglio comunale
30 Marzo 2026
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Promuovere la salute in tutte le politiche pubbliche, rafforzare l’assistenza territoriale, potenziando prossimità, continuità e accessibilità dei servizi e sostenere l’integrazione sociale e sociosanitaria e le politiche di inclusione, con particolare attenzione alle fragilità, alle disuguaglianze e alla costruzione di comunità inclusive. Sono queste le priorità strategiche del Piano Integrato di Salute 2026 (PIS), lo strumento di programmazione integrata delle politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali a livello zonale, coerente on le disposizioni del PSSIR (Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale). Ad illustrarne le linee oggi in Consiglio comunale l’assessore al Welfare e presidente Società della Salute Nicola Paulesu.
“Il PIS 2026 della Società della Salute di Firenze nasce in un contesto di profondi cambiamenti sociali e sanitari, caratterizzato da invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e nuove forme di vulnerabilità (economiche, sociali e psicologiche), non è solo un documento di programmazione, ma un patto collettivo tra istituzioni, servizi, terzo settore e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare equità, accessibilità e continuità delle cure. – ha spiegato Paulesu - L’indirizzo politico che guida il Piano è quello di un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità, fondato sulla collaborazione istituzionale tra enti locali, azienda sanitaria, Società della Salute e terzo settore, e orientato alla riduzione delle disuguaglianze e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione. Le aree prioritarie individuate sono costruite in coerenza con i bisogni rilevati a livello territoriale e riguardano in particolare fragilità complesse, ovvero persone con disagio psichico, dipendenze, marginalità sociale, anziani, spaziando dal sostegno alla domiciliarità alla prevenzione dell’isolamento e l’integrazione con i servizi territoriali, minori e famiglie, dalla prevenzione del disagio alla povertà educativa e il supporto alla genitorialità, fino alla disabilità”.
Per l’elaborazione del PIS 2026 è stato attivato un ampio e articolato processo partecipativo, finalizzato a garantire il coinvolgimento dei diversi soggetti istituzionali, sociali e territoriali interessati, dal Terzo Settore a Quartieri, associazioni, cooperative e tutte le realtà al centro delle politiche sociosanitarie del territorio. “Questo patrimonio condiviso di idee ha arricchito la costruzione del piano, offrendo una base solida per l’avvio di nuove attività e per il rafforzamento dei percorsi di coprogrammazione e coprogettazione. – ha sottolineato Paulesu - Allo stesso tempo, ha contribuito a consolidare il dialogo istituzionale e a promuovere una partecipazione più attiva e consapevole della comunità, rafforzando il legame tra servizi e territorio. I contributi forniti focalizzano l’attenzione su azioni di rafforzamento dell’informazione per un più efficace orientamento ai servizi socio-sanitari, accesso unico e semplificato ai servizi sociosanitari integrati; valorizzazione delle Case della Comunità come luogo privilegiato dell’integrazione sociosanitaria e sviluppo di percorsi partecipati, rafforzamento della continuità dei percorsi assistenziali e socio-assistenziali, evitando gap che possono essere generai dalle diverse fonti di finanziamento, costruzione di reti territoriali orientate alla promozione della salute, una visione in cui il carcere viene considerato a tutti gli effetti parte della comunità”.
(sa. ca.)

