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Palagi (SPC): "Maggio Musicale: preoccupazione per la consulenza da novembre"

Dettagli

"Le organizzazioni sindacali hanno chiesto una riorganizzazione della Fondazione che non sembra essere all'ordine del giorno"
Data:

24 Marzo 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 13 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

Da novembre 2026 lias Tzempetonidis sarà consulente del Sovrintendente della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Carlo Fuortes. Il costo? Al momento non si è voluto rivelarlo, nonostante la domanda precisa fatta oggi in Commissione Controllo. La cosa ci preoccupa, nonostante ci sia stata garantita la pubblicazione dell'importo prima dell'attivazione dell'incarico, come previsto dalle norme. Sarà una figura chiamata senza essere inserita nella pianta organica dell'Ente, a disposizione del Sovrintendente stesso, in particolare per il casting, ma in generale per la parte artistica.

Il fatto si aggiunge a una situazione in cui mancano il Direttore Artistico e il Direttore Amministrativo. Il Sovrintendente ritiene di voler continuare a svolgere direttamente il primo compito, mentre si attende di trovare una persona adatta per il secondo.

Le organizzazioni sindacali alcuni mesi fa hanno scioperato chiedendo una riorganizzazione complessiva dell'Ente che superi l'opacità ereditata dalle tribolate vicende della Fondazione.

Ci preoccupa che la nostra sia stata l'unica voce preoccupata per la tenuta del Maggio, in un momento di grandi incertezze sulle conferme delle coperture economiche da parte del Governo nazionale.

Aggiungiamo che per i vincoli di legge, ci è stato confermato, non ci possiamo permettere l'assunzione a tempo indeterminato di figure previste da pianta organica (che di fatto vengono coperte con contratti a tempo determinato, sempre troppi diffusi, che dopo tre anni disperdono competenze importanti).

Ci è stato garantito che tutte le produzioni sono coperte e che c'è soddisfazione per la bigliettazione, oltre che per la qualità artistica. Un equilibrio in cui però non c'è centralità del riconoscimento di chi lavora non è però per noi un buon equilibrio. Purtroppo, però, dobbiamo registrare come questi elementi non siano mai stati messi in discussione in questi anni, anzi. Il problema è di come si sceglie di governare. E su questo le istituzioni politiche continuano ad essere assenti, anche quando si parla di politiche culturali e programmazioni". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

24/03/2026, 13:33

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