Piano immobili pubblici di Firenze, Palagi (SPC): "150 milioni per la sicurezza, zero per la casa. E il Consiglio comunale resta fuori dalla porta"
Dettagli
7 Maggio 2026
3 minuti, 59 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il "Piano Città degli immobili pubblici" firmato martedì in Palazzo Vecchio dalla Sindaca Funaro insieme alla direttrice del Demanio Dal Verme, alla rettrice Petrucci, ai sottosegretari Albano (Economia) e Prisco (Interni) è un'operazione importante, ma la cornice raccontata in conferenza stampa lascia fuori almeno cinque elementi che meritano di essere conosciuti dalla cittadinanza.
Primo: il Consiglio comunale è bypassato, come lo sono i Consigli di Quartiere. L'accordo è stato approvato con delibera di Giunta n. DG/2026/00141 immediatamente eseguibile. Le scelte sostanziali - destinazioni d'uso, varianti urbanistiche, eventuali trasferimenti di proprietà, ingresso di operatori privati - sono affidate a un Tavolo tecnico tripartito Demanio–Comune–UniFi che, come previsto dall'art. 6 dell'Accordo, può modificare in corsa anche le ipotesi di destinazione annunciate ieri. Tutto ciò che è stato presentato in conferenza è promessa politica, non vincolo giuridico.
Secondo: il partenariato pubblico-privato è "anche turistico", per scelta esplicita. L'articolo 1 dell'Accordo cita testualmente partenariati «con particolare riferimento a quello culturale, turistico e sociale». A Firenze, città stritolata da overtourism e affitti brevi, infilare il turismo dentro la cornice giuridica di un piano sul patrimonio pubblico significa aprire una porta che non si chiude più con un comunicato.
Terzo: 150 milioni dichiarati per la "Cittadella della sicurezza" alla ex Caserma Perotti, zero milioni stanziati per la casa. Il sottosegretario Prisco ha annunciato 75 milioni per la Questura e 43 milioni per i Vigili del Fuoco. Almeno sette immobili su diciassette vanno a rafforzamento dell'apparato sicurezza (Perotti, Covercianino, Mameli, Panciatichi, Belfiore, Grilli, Redi). Per l'edilizia residenziale pubblica, le residenze studenti pubbliche e i presidi sociali la stessa Sindaca ha parlato di "fase embrionale" e "suggestione" futura su altri immobili. Le priorità di spesa sono state già scelte: si chiamano sicurezza, controllo, disciplinamento. Non case popolari, non presidi sanitari di prossimità, non spazi sociali.
Quarto: studentati alla Quarleri "in forma non ancora chiara". Per la ex Caserma Quarleri di Sesto è prevista la realizzazione di alloggi per studenti universitari, ma non è precisato se saranno residenze pubbliche a canoni del Diritto allo Studio Universitario regionale o studentati privati a prezzo di mercato, o con convenzioni.
Quinto: bonifica incompleta a Covercianino. L'ex deposito carburanti è stato occupato dal 2006 al 2022, è stato bonificato solo in parte e diventerà la sede dei Carabinieri Forestali: va detto quale sarà lo stato della bonifica al momento del trasferimento e a carico di chi.
A questi temi si aggiungono questioni che meritano vigilanza: la clausola di prevalenza dell'Accordo sugli accordi precedenti relativi agli stessi immobili (rilevante per la concessione ETS de La Riottosa); l'impegno del Comune a "procedure anche semplificate" e a rilascio celere di pareri e autorizzazioni urbanistiche; il federalismo culturale che scarica sul bilancio comunale costi di gestione senza risorse aggiuntive.
Per questi motivi procederemo con accesso agli atti e interrogazioni, con cui chiedere trasparenza piena sul Tavolo tecnico, vincolo di passaggio in Consiglio per ogni atto attuativo che incida su destinazioni d'uso e varianti urbanistiche (con il coinvolgimento dei Quartieri coinvolti), esclusione esplicita di destinazioni turistiche, quota minima vincolata di edilizia residenziale pubblica e residenze studenti pubbliche nei beni dismessi, tutela degli usi sociali esistenti.
Firenze ha bisogno di un piano per il patrimonio pubblico. Ne ha bisogno per fare casa pubblica, presidi sanitari di quartiere, residenze studenti pubbliche, beni comuni urbani, spazi sociali. Non per moltiplicare uffici delle forze dell'ordine e aprire a partenariati turistici sui suoi gioielli. Di fronte a richieste di moratoria e partecipazione, non ci si può limitare ad accordi apicali che tengono fuori le assemblee elettive". (fdr)

