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Patrimonio, Semplici (Civica Funaro): “Approvato odg per realizzare un ‘Codice Etico’ per i lasciti”

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"Rispettare le volontà dei donatori è un dovere morale dell’Amministrazione"
Data:

2 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 16 secondi

Descrizione

“Quando un cittadino sceglie di lasciare i propri beni alla comunità, non sta solo cedendo un immobile: sta consegnando un pezzo della propria storia e della propria fiducia nelle istituzioni. Noi abbiamo il dovere morale, prima ancora che amministrativo, di non tradire quella volontà”. Con queste parole Marco Semplici annuncia la presentazione di un Ordine del Giorno che punta a tutelare e difendere la gestione del patrimonio immobiliare derivante da donazioni e lasciti testamentari.
L’iniziativa nasce dall'analisi di una recente delibera riguardante un importante lascito, che comprende anche un immobile a Milano. Per Semplici, è il momento che Palazzo Vecchio si doti di un vero e proprio “Codice Etico e Tecnico”.
“Non possiamo permettere che il patrimonio pubblico venga trattato come una semplice voce contabile da alienare alla prima occasione,” spiega Semplici. “L’alienazione deve essere considerata l’ultima spiaggia, una soluzione residuale e mai la prassi ordinaria. Per questo chiedo alla Sindaca e agli Assessori Paulesu e Danti un impegno preciso: gli immobili donati che si trovano a Firenze e provincia devono restare della collettività. Devono essere esclusi da ogni ipotesi di vendita, perché mantenerli pubblici è il primo modo per rispettare chi ce li ha affidati.”
La proposta di Semplici entra nel merito anche delle proprietà situate fuori dal territorio comunale o provinciale, come nel caso del recente lascito milanese. L’idea è quella di un approccio pragmatico ma fedele ai principi: anziché vendere per fare cassa, l'Amministrazione dovrebbe prioritariamente valutare la permuta. In questo modo, un immobile distante potrebbe essere “scambiato” con spazi sul territorio fiorentino, aumentando così il patrimonio abitativo o sociale a disposizione dei cittadini senza disperdere il valore della donazione originaria.
“È una questione di rispetto e di visione a lungo termine,” conclude Marco Semplici. “Chi dona lo fa per il bene di Firenze. Un regolamento tecnico ed etico serve a garantire che ogni singolo mattone ricevuto in dono continui a servire la città e i suoi abitanti, oggi e tra cinquant'anni, proteggendo il patrimonio pubblico da logiche di breve periodo”. (fdr)

Ultimo aggiornamento:

02/02/2026, 17:00

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