Descrizione
Questa la comunicazione nel consiglio comunale odierno del coordinatore di Gruppo Misto-Noi Moderati Luca Santarelli
“I fatti riportati dalla rassegna stampa degli ultimi giorni ci mettono di fronte a una realtà che non può più essere derubricata a semplice emergenza passeggera. La gestione delle comunità per minori e dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) a Firenze ha raggiunto un punto di rottura che richiede un’analisi onesta, che vada oltre gli steccati ideologici.
Come gruppo misto Noi Moderati, vogliamo ribadire con forza che la gestione dei minori non può essere ridotta a una semplice conta dei costi o a un rimpallo di responsabilità verso lo Stato. Non possiamo accettare risposte in cui l'Amministrazione dichiara di 'venire a conoscenza' di criticità solo tramite esposti dei cittadini o cronache giornalistiche. La vigilanza deve essere proattiva, non reattiva.
Voglio dirlo con chiarezza: questa non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di legalità, di efficienza amministrativa e, soprattutto, di responsabilità civica. Quando le istituzioni, a partire dal nostro Comune, non esercitano appieno le proprie competenze in materia di autorizzazione, vigilanza e controllo sulle strutture, si generano inevitabilmente due ordini di problemi speculari e drammatici.
In primo luogo, assistiamo al fallimento della missione educativa: i minori, che dovrebbero essere protetti e guidati, non intraprendono alcun reale percorso di crescita o di reinserimento sociale. Senza controlli rigorosi sugli standard delle comunità e sui progetti pedagogici, queste strutture rischiano di trasformarsi in luoghi di mero assistenzialismo, dove il disagio si alimenta anziché risolversi. Un minore non integrato oggi è una sconfitta per la comunità di domani.
In secondo luogo, la mancanza di una gestione ferma e di una vigilanza costante ricade direttamente sulla pelle dei cittadini. La popolazione fiorentina vive oggi situazioni di forte disagio e di crescente insicurezza. È un legame diretto: se il sistema di accoglienza comunale non funziona perché mancano i controlli sulle autorizzazioni che noi stessi rilasciamo, il territorio ne subisce le conseguenze in termini di degrado e conflittualità sociale.
Il Comune di Firenze ha il dovere giuridico di monitorare ciò che accade dentro quelle mura. Non possiamo limitarci a erogare risorse e delegare la responsabilità a terzi. Essere 'città dell’accoglienza' non significa solo aprire porte, ma garantire che dietro quelle porte ci sia legalità e dignità.
Richiamiamo dunque questa Amministrazione a un esercizio rigoroso delle proprie funzioni di controllo. La politica deve smettere di dividersi su basi astratte e iniziare a rispondere ai cittadini con i fatti: perché quando la macchina dei controlli si inceppa, a pagarne il prezzo sono i soggetti più fragili e l'intera cittadinanza fiorentina.
Non è più il tempo dei rinvii: è il tempo della responsabilità”.

