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Giorno della Memoria, Locchi (FI): “Che la memoria sia per tutti noi guida, coscienza e responsabilità”

Data:

26 Gennaio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 18 secondi

Descrizione

“Oggi ci raccogliamo nel silenzio e nella riflessione per commemorare il Giorno della Memoria, istituito per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei e di tutti coloro che furono deportati, imprigionati, uccisi perché ritenuti “diversi”. Il 27 gennaio del 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz. Quel giorno non segnò soltanto la liberazione di un campo di sterminio, ma la rivelazione al mondo dell’abisso più profondo in cui l’umanità fosse mai precipitata. Un abisso fatto di odio organizzato, di burocrazia della morte, di indifferenza elevata a sistema. Ricordare oggi non è un atto rituale né una commemorazione formale. È un dovere morale e civile. Perché ciò che è accaduto non è stato un incidente della storia, ma il frutto di ideologie disumane, di leggi ingiuste, di una progressiva erosione dei diritti, resa possibile anche dal silenzio e dall’assuefazione. Le leggi razziali del 1938, promulgate anche in Italia, ci ricordano che la barbarie non arrivò all’improvviso: fu preceduta da atti legislativi, da discriminazioni normalizzate, da parole che prepararono i fatti. È una lezione che chi ricopre ruoli istituzionali non può permettersi di dimenticare. Firenze, città di cultura, di umanesimo e di libertà, porta con sé una responsabilità particolare. Qui la memoria non è astratta: è nelle pietre d’inciampo, nei nomi delle famiglie spezzate, nelle storie di cittadini fiorentini deportati e mai tornati. È anche nella scelta coraggiosa di chi seppe aiutare, nascondere, salvare, mettendo a rischio la propria vita per difendere la dignità umana. Il Giorno della Memoria non appartiene a una parte politica. Appartiene a tutti. È un patrimonio comune della Repubblica, fondata – come recita la nostra Costituzione – sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona e sull’uguaglianza senza distinzione di razza, religione, opinioni politiche. Per questo ricordare significa anche vigilare. Vigilare affinché l’antisemitismo, il razzismo, l’odio e la violenza non trovino spazio nelle nostre comunità. Vigilare affinché il linguaggio pubblico non scivoli mai nella disumanizzazione dell’altro. Vigilare affinché le nuove generazioni comprendano che la libertà e i diritti non sono acquisiti una volta per tutte, ma vanno difesi ogni giorno. Come amministratori locali, abbiamo il compito di tradurre la memoria in azione concreta: nel sostegno alla scuola, nella promozione della cultura, nel rispetto delle istituzioni democratiche, nella tutela delle minoranze. Perché la memoria, se non diventa responsabilità, rischia di trasformarsi in semplice retorica. Oggi rendiamo omaggio alle vittime della Shoah, ma anche a tutti coloro che, in ogni tempo e luogo, sono perseguitati a causa della loro identità. Lo facciamo con umiltà, consapevoli che il “mai più” non è una formula da pronunciare, ma un impegno da rinnovare. Concludo con le parole di Primo Levi, che ci ammoniscono con lucidità e forza: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo.” Sta a noi, oggi, fare in modo che non accada mai più.

Che la memoria sia per tutti noi guida, coscienza e responsabilità”.

Questo l’intervento in consiglio comunale durante la celebrazione del Giorno della Memoria in consiglio comunale del capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi

(fdr)

Ultimo aggiornamento:

26/01/2026, 17:15

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