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SPC: "Barnabiti, il bando che lascia fuori le associazioni dell'Oltrarno"

Dettagli

Palagi e Lupo: "Un bene pubblico restaurato con soldi pubblici non può finire a chi ha più capacità di spesa"
Data:

7 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 27 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo - Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

"Abbiamo depositato un'interrogazione urgente sull'avviso con cui il Comune affida in gestione l'ex chiesa di San Carlo dei Barnabiti, in via Sant'Agostino. L'avviso, approvato il 23 settembre, chiede a chi parteciperà di farsi carico anche della manutenzione straordinaria dell'edificio: durante la raccolta di idee aperta lo scorso novembre questo onere non c'era. Otto associazioni del rione, riunite nel progetto Oltrarno community hub, hanno scritto al Quartiere 1 che a queste condizioni non parteciperanno, come riporta oggi il Corriere Fiorentino.

La storia dell'ex chiesa la seguiamo da tempo: nel 2023 la Giunta voleva farne un infopoint turistico, poi il rione e il terzo settore si opposero, ottenendo l'accantonamento dell'idea. I lavori di restauro, finanziati anche con risorse del Ministero del Turismo, si sono chiusi a dicembre 2025. A novembre il Comune aveva lanciato una Call for ideas a cui sono arrivate 49 proposte: quell'avviso metteva a carico del futuro gestore le utenze, le pulizie e la manutenzione ordinaria.

Con la delibera di Giunta del 18 settembre e il bando che ne è seguito il quadro è cambiato. La concessione resta gratuita, per tre anni rinnovabili: il gestore però dovrà pagare tutte le manutenzioni, ordinarie e straordinarie, e stipulare polizze con massimali da 5 milioni di euro per sinistro, più 3 milioni per il rischio locativo e 1,5 milioni per il patrimonio storico-artistico. Dovrà inoltre aprire almeno cinque giorni e quindici ore a settimana, e chiedere di volta in volta il permesso al Quartiere per ogni evento a pagamento. Sono proprio gli eventi che dovrebbero rendere sostenibile il resto, e oggi nessuno sa con quali criteri verranno autorizzati.

La stessa delibera spiega la scelta così: l'immobile ha bisogno di una manutenzione costante e «l'Amministrazione rischia di non riuscire ad assicurarla in maniera adeguata». Il Comune quindi riconosce di non riuscire a garantire la cura di un bene vincolato che ha appena restaurato, e passa il problema a chi lo gestirà. Il risultato è facile da prevedere. Le realtà radicate nel quartiere, che lavorano con volontariato e attività gratuite, si ritirano, e lo spazio va a chi ha le spalle abbastanza larghe da sostenere costi e rischi.

Nell'interrogazione chiediamo alla Giunta di riaprire i termini e di riportare a carico del gestore la sola manutenzione ordinaria, come previsto all'inizio del percorso, o almeno di fissare un tetto alla straordinaria e alle coperture assicurative. Chiediamo anche criteri scritti per gli eventi a pagamento, perché senza quelli non si può costruire un piano economico serio. C'è poi una domanda tecnica: l'avviso dice che nell'ex chiesa non c'è climatizzazione, mentre nel 2023 il Comune ha collaudato un nuovo impianto di condizionamento, realizzato proprio lì.

Ringraziamo le associazioni che hanno preso parola. La partecipazione ha senso se ciò che emerge dal confronto con il quartiere finisce negli atti: altrimenti resta una consultazione utile solo a legittimare decisioni prese altrove, e uno spazio pubblico dell'Oltrarno rischia di chiudersi proprio a chi lo abita". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

07/10/2026, 12:26

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