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Palagi (SPC): "Sudan: la Commissione 7 approva la risoluzione. Grazie a chi ha reso possibile un voto condiviso"

Dettagli

"Il 15 aprile erano tre anni dall'inizio del conflitto: 14 milioni di persone in grave insicurezza alimentare, 8 milioni di bambini senza istruzione, il 40% delle strutture sanitarie fuori uso o distrutte. Non è un anniversario, è un presente"
Data:

22 Aprile 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 15 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Stamani la Commissione consiliare 7 ha espresso parere favorevole sulla risoluzione che proponiamo per condannare le violenze in corso in Sudan e rompere il silenzio su quella che le Nazioni Unite hanno definito «la peggiore crisi umanitaria del mondo»: 150.000 morti, 12 milioni di sfollati interni, bambini usati come obiettivi militari, la fame impiegata come arma di guerra.

Il 15 aprile scorso erano tre anni esatti dall'inizio del conflitto tra le Forze Armate Sudanesi e le Rapid Support Forces, anche se la vicenda ha ovviamente origini precedenti. Non è un anniversario da commemorare: è la fotografia di un presente che non si è fermato. Khartoum è in gran parte svuotata, intere città sono state rase al suolo a ogni avanzata del fronte, gli attacchi agli ospedali continuano — a marzo una bomba ha colpito una struttura sanitaria nel Darfur, che torna ad essere, come vent'anni fa, teatro di violenze sistematiche contro la popolazione civile, con la violenza sessuale usata come arma di guerra su scala documentata. Anche l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, proprio in occasione del terzo anniversario, ha rilasciato una dichiarazione che riconosce la gravità della crisi — la stessa istituzione a cui la nostra risoluzione chiede di fare di più.

Prendiamo atto con soddisfazione del risultato in Commissione e ringraziamo i gruppi che hanno lavorato agli emendamenti, insieme alla Presidente che ha fatto il lavoro maggiore in questo senso, rendendo possibile un ampio consenso, anche se ancora non unanime. Il testo che arriverà in aula è il frutto di un confronto: alcune formulazioni più dirette sulle responsabilità di singoli attori regionali sono state sostituite con un linguaggio che fa riferimento ai report ufficiali delle Nazioni Unite, del Consiglio di Sicurezza ONU e dell'Unione Europea. È un compromesso che accettiamo, perché la sostanza politica della risoluzione rimane integra.

Rimane la condanna delle ingerenze esterne che prolungano il conflitto. Rimane la denuncia del ruolo del commercio dell'oro come motore della destabilizzazione. Rimane l'impegno a trasmettere l'atto all'Alta Rappresentante UE, al Parlamento europeo, ai presidenti di Camera e Senato, al Ministro degli Esteri, all'OHCHR e all'ambasciata sudanese in Italia. Rimane il riconoscimento straordinario delle Emergency Response Rooms — le reti di mutuo aiuto della società civile sudanese che oggi rappresentano l'unico presidio di assistenza per milioni di civili.

Firenze è Città Operatrice di Pace. Questo non è un titolo onorifico: significa che il Consiglio comunale ha la responsabilità di far sentire la propria voce anche su crisi che sembrano lontane e che invece riguardano scelte politiche ed economiche di cui siamo parte. Il Sudan brucia anche perché il commercio internazionale di armamenti e di risorse naturali lo permette.

Contiamo che l'aula confermi il lavoro fatto in Commissione". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

22/04/2026, 12:22

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