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La Commissione consiliare Pace e Diritti Umani approva la risoluzione “La Palestina non deve sparire”: appello al Governo e alle Istituzioni internazionali per fermare la distruzione e tutelare i diritti di tutti

Dettagli

Parere favorevole a larghissima maggioranza nella Commissione 7 all’atto. Nei prossimi giorni la missione a Perugia del Consiglio comunale con il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace
Data:

8 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 59 secondi

Consiglio comunale
presidente commissione pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali
Capogruppo PD
gruppo pd

Descrizione

La Commissione 7 “Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali e Immigrazione” del Comune di Firenze ha espresso parere favorevole alla risoluzione n. 1665-26 recante l’adesione all’appello nazionale del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani intitolato «La Palestina non deve sparire! - Facciamo sentire la voce delle città italiane». L’atto – presentato da Stefania Collesei, Luca Milani e Renzo Pampaloni e sottoscritto in commissione anche dai consiglieri Caterina Arciprete e Giovanni Graziani – approda ora all’esame del Consiglio comunale con un voto che ha visto 10 favorevoli, 3 non voto e nessun contrario.

«Nella ricorrenza del 7 ottobre sento anzitutto il dovere morale di rinnovare la più profonda vicinanza alle vittime, alle persone colpite, agli ostaggi e alle loro famiglie – dichiara la presidente della Commissione 7, Stefania Collesei –. Da quell’enorme dolore è scaturito un altro immenso dramma collettivo che prosegue ormai da tre anni, segnando profondamente il lavoro della commissione pace e diritti umani. Rinnoviamo la condanna senza appello per la strage del 7 ottobre e, contestualmente, condanniamo la violenza e la distruzione a Gaza. Condanniamo l'idea stessa dell'aggressione armata e rifiutiamo categoricamente la logica inaccettabile delle cosiddette “vittime collaterali”.

La risoluzione si inserisce nella mobilitazione promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, rete fondata nel 1986 di cui il Comune di Firenze fa parte fin dalle origini nel solco della tradizione lapiriana. Proprio nei prossimi giorni una delegazione istituzionale di Palazzo Vecchio – composta dal Presidente del Consiglio comunale e dalla Presidente della Commissione 7 Stefania Collesei – prenderà parte alla due giorni di lavoro e confronto convocata dal Coordinamento a Perugia, portando l'adesione della città.

Con questo atto, il Consiglio Comunale invita le istituzioni a un’azione incisiva su più fronti: chiede al Parlamento e al Governo italiano di intervenire con ogni mezzo diplomatico, politico ed economico per fermare le violenze e proteggere la popolazione civile di Gaza, Gerusalemme Est e Cisgiordania; di sostenere la legalità internazionale assicurando piena cooperazione con la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale; e di garantire alle persone evacuate da Gaza e accolte in Italia un

chiaro status giuridico, unità familiare e accesso effettivo a casa, cure, istruzione e lavoro. Si invita inoltre la Sindaca a proseguire l'accoglienza e le cure sanitarie sul territorio per i minori e i nuclei familiari feriti, rafforzando nelle scuole i percorsi di educazione alla pace e di contrasto a ogni forma di antisemitismo, islamofobia e odio.

«Firenze riafferma con coerenza il proprio ruolo di città operatrice di pace, dialogo e costruttrice di ponti – dichiarano Luca Milani e Renzo Pampaloni –. Sostenere l’appello “La Palestina non deve sparire” significa affermare con forza che la pace, l'esistenza democratica e la sicurezza duratura per lo Stato di Israele e per i suoi cittadini sono inscindibili dal pieno riconoscimento del diritto del popolo palestinese a vivere in un proprio Stato indipendente, sovrano, vitale e contiguo, con Gerusalemme capitale condivisa. Non vi potrà mai essere vera sicurezza senza giustizia, né futuro senza la fine dell'occupazione e il reciproco riconoscimento nella logica dei “due popoli, due Stati”. La voce delle città italiane, che porteremo con convinzione anche alla due giorni di Perugia del Coordinamento Enti Locali per la Pace, serve a rompere l’inerzia della diplomazia internazionale e a chiedere scelte politiche coraggiose, affinché il rispetto del diritto internazionale umanitario prevalga sulla logica distruttiva della forza e della sopraffazione armata». (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

08/10/2026, 15:14

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