Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Musei Civici e clima: preoccupa la marcia indietro della maggioranza”
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5 Ottobre 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Musei Civici e diritti delle classi lavoratrici, a partire dalla tutela della salute, indietro tutta: questo è quello che emerge a nostro parere dalla seduta di oggi, in cui è stato bocciato l'ordine del giorno collegato al DUP 2027-2029, che chiedeva un intervento sul microclima dei musei con importo e cronoprogramma, presentato insieme al gruppo Italia Viva - Casa Riformista.
Non basta più dire di voler risolvere il problema: sono anni che si dice e il Consiglio comunale all’unanimità aveva già votato di farlo entro l’estate 2026, ormai conclusa.
Quando arriverà il freddo e poi di nuovo il caldo, cosa diremo all'utenza che viene in visita e a chi ci lavora? Che nove mesi fa volevamo risolvere il problema e ora invece ragioniamo di spostare le aperture alla sera e alla notte e di fare approfondimenti?
Il Comune non ha mai detto quanto costerebbe intervenire. Secondo una nostra stima, che solo un progetto può confermare, per Palazzo Vecchio e gli altri musei civici servirebbero circa 5 milioni di euro. Non è una cifra fuori portata (anche se comprendiamo le difficoltà che si possono trovare), se si fanno scelte precise di programmazione: nel solo mese di agosto la vendita dei biglietti dei Musei Civici ha portato 639.925 euro di entrate, dopo un aumento delle tariffe che, secondo la stessa delibera di Giunta, può essere reinvestito nel miglioramento delle strutture. E il Salone dei Duecento, nel 2015-2016, è stato climatizzato con circa 376.000 euro, a quanto ci risulta.
La grammatica politica e istituzionale prevede che si debbano trovare sintesi sempre più avanzate e dimostrare che le cose si stanno facendo. Chiediamo che l'intervento entri nella nota di aggiornamento al DUP e nel bilancio di previsione che arriveranno in aula a fine anno, e lo riproporremo in quella sede.
Perdersi nella vaghezza fa danni, soprattutto con lo stato di agitazione proclamato ad agosto dalle lavoratrici e dai lavoratori dei musei, e vuol dire non capire la rabbia di chi ogni giorno vive nelle condizioni che non riusciamo a risolvere”. (s.spa.)

